Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
Rileggendolo, mi dico di non essere del tutto soddisfatto del mio post su Champagne e la famiglia Lesseps. È vero che lasciava intuire un seguito, che ora presento, e che non dovrebbe essere una fine.
Dopo aver lasciato a proposito di questo argomento la parola a Robert Ambelain, diamola a Eugène Canseliet. Il molto prezioso Index Canseliet di Jean Laplace è quasi completo su questo caso particolare.
Trattandosi dei Lesseps, egli menziona dapprima di Eugène Canseliet i Deux Logis Alchimiques, e poi Le Feu du Soleil. Apriamo innanzitutto quest'ultimo.
"Champagne lavorava presso i de Lesseps... Ferdinand de Lesseps, aveva tre figli. Li ho conosciuti tutti e tre". Si tratta verosimilmente di Paul, Bertrand e Jacques de Lesseps.
Nei suoi Deux Logis Alchimiques, Canseliet precisera, parlando di Julien Champagne: "Raymond Roussel aveva molta stima per il disegnatore di Fulcanelli e per Bertrand de Lesseps. C'era anche il fatto che con il figlio maggiore di Ferdinand, Champagne era l'inventore della slitta ad elica che Raymond Roussel ammirava avenue Montaigne, e che, inoltre, fece fotografare".
Su questo punto, ci si potrà riferire al mio post Champagne e la slitta ad elica.
Sempre in Deux Logis Alchimiques, Eugène Canseliet afferma, a proposito dell'anno 1920 che "a quell'epoca ci ritrovavamo a volte con il Maestro (Fulcanelli), presso l'abitazione di Paul e Jacques de Lesseps, avenue Montaigne".
Allora, Paul, Jacques, Bertrand, mi direte voi? Bertrand senz'altro, sul quale dovremo tornare, ma è il solo?
E Eugène precisa che "erano partiti molto presto, prima del sorgere del sole, con la piccola macchina torpédo, le damigiane (le due piccole e la grande), gli imbuti, i filtri e i panni assorbenti, verso Evry-Petit-Bourg dove i quadrifogli e le lupinelle sono belli, allo scopo di raccogliere, a due giorni dalla luna piena, quanta più rugiada possibile. Questo liquido che concorre così potentemente alla nascita dell'essere androgino, nel corso dell'ontogenesi filosofica della Grande Opera".
La slitta ad elica di Paul de Lesseps, con Bertrand de Lesseps.
La slitta ad elica di Paul de Lesseps, in fotografia Paul de Lesseps.
Per tornare a Julien Champagne, e per terminare provvisoriamente con i de Lesseps, non dimentichiamoci di Eugène Canseliet questa menzione di Paul in quarta di copertina dell'edizione Pauvert di Le Dimore Filosofali di Fulcanelli (1977), non posta in repertorio da Jean Laplace: "Nell'autunno del 1919, quando risiedevo in avenue Montaigne, con Julien Champagne che lavorava là, per Paul de Lesseps, Fulcanelli giunse inopinatamente".

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[Traduzione di Massimo Cardellini]
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