Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.

La tavola X dell'edizione di I Misteri delle Cattedrali di Fulcanelli, illustrata da Julien Champagne, tratta dal portico centrale di Notre Dame di Parigi.
I suoi due medaglioni rappresentano rispettivamente l'Unione del Fisso e del Volatile, e lo Zolfo Filosofico.
Nell'edizione Pauvert, esse sono sostituite dalle fotografie XVI (riprodotta qui sotto) e XVII.

Ecco il commento di Fulcanelli: "L'estrazione dello Zolfo rosso e incombustibile è rappresentata da un mostro che possiede i tratti del gallo e della volpe. È lo stesso simbolo di cui si servì Basilio Valentino nella terza delle sue Dodici Chiavi. È il superbo mantello con il Sale degli Astri, detto l'Adepto, che segue questo zolfo celeste, custodito accuratamente per timore che non si deteriori, e li faccia volar via come un uccello, finché ce ne sarà bisogno, e il gallo mangerà la volpe, e annegherà e soffocherà in acqua, poi, riprendendo vita attraverso il fuoco, sarà (allo scopo di svolgere ognuno il proprio ruolo) divorato dalla volpe".

"Alla volpe-gallo succede il toro. Raffigurato come segno zodiacale, è il secondo mese delle operazioni preparatorie nella prima opera, e il primo regime del fuoco elementare nel secondo. Come figura della pratica, il toro e il bue essendo consacrati al sole, allo stesso modo per cui la vacca lo è alla luna, rappresenta lo Zolfo, principio maschile, poiché il sole è detto metaforicamente, da Ermete, il Padre della Pietra. Il toro e la vacca, il sole e la luna, lo zolfo ed il mercurio sono dunque dei geroglifici di senso identico e designano le nature primitive contrarie, prima della loro congiunzione, nature che l'Arte estrae da imperfette misture".

Abbiamo già incontrato il gallo e la volpe, alle quali ci rinvia il primo medaglione, ad Amiens (Volpe di Julien Champagne).
In quanto al secondo, esso è classicamente considerato come emblematico della pazienza, quella probabilmente del bue con la testa abbassata.
Pazienza che secondo Nicolas Valois è la scala dei Filosofi, come l'umiltà è la porta del loro giardino.
Sin dall'inizio della sua introduzione al Mutus Liber (Pauvert, 1967), Eugène Canseliet ricorda da parte sua un altro apoftegma alchemico:
"ORA, LEGE, LEGE, LEGE, RELEGE, LABORA ET INVENIES. Prega, leggi, leggi, leggi, rileggi, lavora e troverai.
Consiglio caritatevole, incoraggiante e prezioso, che, seguito nell'umiltà e la pazienza, fornisce la chiave del grande giardino dei filosofi e la loro scala di accesso al mondo ignoto dell'inconscio universale".
Sì, leggere, rileggere e collegare.

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[Traduzione di Massimo Cardellini]
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