Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
Champagne al portico centrale
Torniamo a Notre-Dame de Paris, ma lasciamo il portico del Salvatore, per affrontare il portico centrale, oggetto della tavola V di Il Mistero delle Cattedrali di Fulcanelli, illustrato da Julien Champagne.
Tale è infatti il titolo di questa parte della tavola considerata: "Portico centrale- Il Corvo - Putrefazione". E fulcanelli ci propone di fermarci un istante, in compagnia sua e di Julien Champagne, sullo geroglifico del Corvo: Esso esprime infatti, nella cottura del Rebis filosofale, il colore nero, prima parvenza della decomposizione consecutiva alla mistura perfetta delle materie dell'Uovo. È a dire dei Filosofi, il contrassegno certo del futuro successo, il segno evidente dell'esatta preparazione del compost. Il Corvo è, in qualche modo, il sigillo canonico dell'Opera, come l astella è il segno del soggetto iniziale.
Fulcanelli riporta un po' oltre nel suo libro che, principale figura del blasone ermetico, il corvo di Notre Dame aveva, in ogni tempo, esercitato un'attrazione molto viva sulla turba dei soffiatori.
Una vecchia leggenda lo designava come l'unico reperto di un sacro deposito. Si racconta, infatti, che Gugglielmo di Parigi, il quale, dice Victor Higo, è senz'altro stato dannato per aver attaccato un così infernale frontespizio al santo poema che canta eternamente il resto dell'edificio, avrebbe nascosto la pietar filosofale in uno dei pilastri dell'immensa navata. Ed il punto esatto di questa loggetta misteriosa si trovava precisamente determinata dall'angolo visuale del corvo.... Il secondo bassorilievo, prosegue Fulcanelli, ci offre l'effigie del Mercurio filosofico: un serpente attorcigliato sulla verga d'oro. Questa parte della tavola è in effetti intitolata: Il Mercurio Filosofico. Il serpente indica la natura incisiva e dissolvente del Mercurio, che assorbe avidamente lo zolfo metallico e lo trattiene così fortemente che la coesione non può essere ulteriormente vinta...
Questo rettile è il tipo di Mercurio nel suo primo stato, e la verga d'oro, lo zolfo corporeo che gli è aggiunto... Il corpo risultante, omogeneo e perfettamente preparato, conserva il nome di Mercurio filosofico e l'immagine del caduceo.
Ci è permesso osservare che ulteriormente il caduceo di Mercurio si raddoppiera?

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[Traduzione di Massimo Cardellini]
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Post originale datato sabato 15 aprile 2006