Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
Eccoci ora davanti alla terza tavola dell'edizione originale di Mystère des Cathédrales di Fulcanelli (Schemit, 1926), superbamente disegnata e paragrafata da Julien Champagne.
"Se, spinti dalla curiosità, o per allietare l'ozio di un giorno estivo, salite la scala a chiocciola che accede alle parti alte dell'edificio, percorrete lentamente la starda, scavata come una galleria, in cima alla seconda galleria. Giunti vicino all'asse mediano del maestoso edificio, sull'angolo rientrante della torre settentriomale, vedrete, in mezzo al corteo delle chimere, il notevole rilievo di un vegliardo di pietra. È lui, l'alchimista di Notre Dame. Un beretto frigio, attributo dell'Adeptato, posto con negligenza sulla sua lunga capigliatura dagli spessi boccoli, il sapiente, chiuso nella cappa leggera del laboratorio, si appoggia con una mano sulla balaustra mentre accarezza con l'altra la sua barba abbondante e serica. Non medita, osserva. L'occhio è fisso; lo sguardo di una strana acutezza. Tutto, nell'atteggiamento del filosofo, rivela un'estrema emozione. La curva delle spalle, la proiezione in avanti della testa e del busto tradiscono, infatti, la più forte sorpresa. In verità, questa mano pietrificata si anima. Si tratta di un'illusione? Si crederebbe di vederla tremare...