Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
È senz'altro giunto il momento di fare maggior conoscenza con un'altra relazione di Julien Champagne, che avremmo potuto già incontrare quando abbiamo evocato Louise Barbe, modella del nostro pittore.
Jules Boucher (1902-1955) ha come Louise Barbe, lavorato alla Società Poulenc.
Personalità complessa se non controversa, come avremo modo di vedere, questo chimico resta oggi conosciuto per dei lavori di ispirazione massonica e martinista, che traducono anche la sua propensione per la magia.
Citaimo il suo articolo Du martinisme et des ordres martinistes (1950), ed i suoi libri Manuel de magie pratique (1941 e 1953) e La symbologie maçonnique (1948), [Tr.it.: La simbologia massonica, Atanor, Roma, 1980; 1997; 2003].
Nel 1948 fonda un ordine martinista rettificato. Ma per tornare a Julien Champagne, lo conosceva sin dal 1922. Secondo Geneviève Dubois, l'avrebbe incontrato quell'anno tramite un parente di Julien che lavorava egualmente presso Poulenc.
È da osservare che Champagne prese allora, sembra, Boucher come discepolo in alchimia (così come altri, di cui un altro impiegato di Poulenc, Gaston Sauvage, che abbiamo già incontrato a Sarcelles) e si faceva passare da lui per Fulcanelli. Gli ha inoltre dedicato Le Mystères des Cathédrales firmando "A. H. S. Fulcanelli".
È da osservare a questo proposito che Ambelain è vicino intellettualmente a Boucher, come Robert Amadou lo sarà in seguito di Ambelain, per quanto ci è dato sapere.
Resta il fatto che questa amicizia tra Champagne e Boucher condurrà il primo a raggiungere il secondo in attività sulfuree, in seno alla confraternità- diremmo oggi la setta?- del Grand Lunaire [Grande Lunare], che frequentò anche Gaston Sauvage e dove Boucher che amava gli pseudonimi (Léo Rober, Julius Bellifer, Julius Hucerbo, Onésime Chagorne, Hugues Colbert), portava il nome evocatore di Herjus le Bouc.
Il che, spiega Eugène Canseliet, contribuì fortemente ad alienargli la "potente protezione" di Fulcanelli.
Secondo Ambelain, alla morte di Champagne, nel 1932, Boucher avrebbe preso dal suo domicilio gli originali delle tavole che illustravano le opere di Fulcanelli, ed altri documenti. Canseliet rileva a proposito di questi disegni originali che essi erano su carta bristol. Cosa ne è stato?
Boucher era inoltre sinceramente convinto a mio avviso che Champagne, che si faceva passare volentieri per ciò che non fu, era Fulcanelli.
Nel 1952 ancora, pubblicherà sulla rivista Initiation & Science [Iniziazione & Scienza] dei commenti al trattato alchemico Science écrite de tout l'art hermétique (1731), che, dice, "risultano da note prese durante colloqui con il nostro rimpianto Maestro e amico Fulcanelli".
Speriamo che questa cronologia parlerà a sufficienza al lettore. E a proposito di date, poiché abbiamo appena parlato di I Misteri delle Cattedrali, precisiamo di passaggio che Canseliet, in una delle sue prefazioni, scrive chiaramente che è nel 1905 che Julien Champagne fece la conoscenza di Fulcanelli.

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[Traduzione di Massimo Cardellini]
Post originale datato Lunedì 13 febbraio 2006
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CHAMPAGNE ET JULES BOUCHER