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14 marzo 2011 1 14 /03 /marzo /2011 09:30

 

Julien Champagne ed il solvente universale



Ritorniamo in cielo, o ridiscendiamo sulla terra, la qual cosa in alchimia è la stessa cosa, e ritroviamo Julien Champagne al portico centrale di Notre Dame de Paris.

 

La tavola VI dell'edizione di Il Mistero delle Cattedrali di Fulcanelli contiene due medaglioni, uno a sinistra intitolato La Salamandra - Calcinazione, e a destra il secondo chiamato Preparazione del Solvente Universale.

 

Questi medaglioni sono, nell'edizione Pauvert del 1964 (terza edizione dell'opera) l'oggetto di fotografie e portano rispettivamente i numeri VIII e IX.

 
 

Abbiamo già affrontato la salamandra in un precedente post, dedicato all'hotel del Bourgtheroulde a Rouen (Champagne e la salamandra).

 

Ecco cosa Fulcanelli ne dice questa volta: "Una donna, dai lunghi capelli mossi come se fossero delle fiamme, viene poi. Essa personifica la Calcinazione, comprime sul suo petto il disco della Salamandra" che vive nel fuoco e si nutre di fuoco. Questa lucertola favolosa non designa altra cosa che il sale centrale, incombustibile e fisso, che conserva la sua natura sin nelle ceneri dei metalli calcinati, e che gli Antichi hanno chiamato Seme metallico. Nella violenza dell'azione ignea, le parti combustibili del corpo si distruggono; soltanto le parti pure, inalterabili, resistono e, benché molto fisse, possono estrarsi per lisciviazione".

 

Ma il nostro Adepto aggiunge subito, perché aveva detto troppo, che si tratta qui dell'espressione spagirica della calcinazione, e che bisogna distinguere tra la calcinazione volgare dei laboratori chimici, e quella che l'Iniziato opera nel gabinetto dei filosofi.

 

Egli tornerà più in là in Il Mistero delle Cattedrali sul tema della salamandra, a proposito della lotta singolare dei corpi chimici, la cui combinazione procura il solvente segreto, e che è soprattutto illustrato con il combattimento della remora e della salamandra descritto dal "filosofo ermatico" Cyrano De Bergerac.

 

Fulcanelli aggiunge nel suo libro che scopriremo presto altre figure riportandoci sia alla fabbricazione, sia alle qualità di questo fuoco segreto chiuso in un acqua, che costituisce il solvente universale.

 

"Ora, egli precisa subito, la materia che serve a prepararlo è precisamente oggetto del quarto motivo: un uomo espone l'immagine dell'Ariete e regge, con la destra, un oggetto che è sfortunatamente impossibile a determinarsi oggi.

 

È un minerale, un frammento di attributo, un utensile o un pezzo di stoffa? Non lo sappiamo. Il tempo ed il vandalismo sono passati su di esso.

 

Tuttavia, l'Ariete rimane, e l'uomo, geroglifico del principio metallico maschile, ne presenta la forma. Ciò ci aiuta a capire le parole di Pernety: "Gli Adepti dicono che essi traggono il loro acciao da ventre di Aries, e chiamano anche quest'acciaio la loro amante".

 

Ci sarebbe senz'altro ancora molte cose da dire, in Julien, sul solvente universale, che è secondo ogni verosimilianza uno dei segreti della Grande Opera.

 

Ma preferisco, e spero che siate d'accordo, lasciare su questo soggetto l'ultima parola a Fulcanelli, che sempre in I Misteri delle Cattedrali, conclude così: "Il Mercurio volgare, privo di agente proprio, potrebbe diventare un'acqua utile all'Opera. Il servus fugitivus di cui abbiamo bisogno è un'acqua minerale e metallica, solida, fragile, avente l'aspetto di una pietra e che si liquefa molto facilmente. È quest'acqua coagulata sotto forma di massa pietrosa che è l'Alkaest ed il Dissolvente universale".

 




 

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[Traduzione di Massimo Cardellini]

Post originale datato domenica 14 maggio 2006

LINK al post originale:

 

 

© JULIEN CHAMPAGNE

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  • : Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • : Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
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