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17 luglio 2011 7 17 /07 /luglio /2011 21:58

 

 

Julien Champagne al matraccio



Torniamo a Bourges, in compagnia di Fulcanelli e Julien Champagne. Riprendiamo, la strada dell'Hôtel Lallemant, e seguiamo la guida, quelal stessa di Il Mistero delle Cattedrali, atemporale: "Sul piano ricurvo, sulla soglia della scala, il guardiano,- di cui dobbiamo lodare la squisita affabilità, - spinge sulla nsota destra una piccola porta. È qui", egli ci dice, "che sta la cucina..."

 

In appoggio alla sua affermazione, il nostro cicerone indica un bassorilievo posto sulla mensola di una colonnina pensile, che raffigura un chierico che stringe il manico di un pestello.

 

È l'immagine di un cuoco del XVI secolo? Siamo scettici.

 

"In quanto al marmittone, conosciamo bene la coscienza, la cura,la preoccupazione per l'esattezza che apportavano gli illustratori di un tempo nella traduzione del loro pensiero per qualificare lo strumento che egli presenta al visitatore.

 

Non possiamo credere che l'artista abbia trascurato di rappresentare anche il mortaio, la sua controparte indispensabile.

 

D'altronde, la forma soltanto dell'utensile è caratteristico; ciò che regge la grottesca figurina in questione è in realtà un matraccio dal lungo collo, simile a quelli che impiegavano i nostri chimici, e che essi chiamano ancora palla, a causa del loro rigonfiamento sferico.

 

Infine, l'estremità del manico di questo supposto pestello è vuoto e tagliato a fischietto, il che prova che abbiamo a che fare con un utensile cavo, vaso o fiala".

 



 

La tavola XXX dell'edizione originale di Il Mistero delle Cattedrali, disegnata da Julien Champagne e così descritta da Fulcanelli, diventerà la fotografia XLI dell'edizione Pauvert, che qui sostituiamo con quella di una stampa del servizio dei Monumenti storici.

 

Ma lasciamo Fulcanelli proseguire il suo sviluppo sulla Nave della Grande Opera: "Questa nave indispensabile e molto segreta ha ricevuto dei nomi diversi, scelti in modo da confondere i profani, non soltanto dalla sua vera destinazione, ma anche dalla sua composizione. Gli Iniziati ci capiranno e sapranno di quale nave intendiamo partare. Generalmente, è chiamato uovo filosofico e Leone verte".


 Su questo Leone verde, Fulcanelli dirà nella stessa opera: "Il primo agente magnetico servendo a preparare il solvente, - che alcuni chiamano Alkaest, - è chiamato Leone verde, non tanto perché possiede una colorazione verde, quanto perché non ha affatto acquisito i caratteri minerali che distinguono chimicamente lo stato adulto dallo stato nascente. È un frutto verde e acerbo, comparato al frutto rosso e maturo".

 

 



"Quanto a noi", egli conclude, "vogliamo soprattutto ricordare che il laboratorio ed il vaso dell'Opera, il luogo dove lavora l'Adepto e quello in cui la natura agisce, sono le due certezze che colpiscono l'iniziato all'inizio della sua visita e fanno dell'Hôtel Lallemant una delle più seducenti e delle più rare dimore filosofali".

 

Il titolo della seconda opera di Fulcanelli, anch'essa illustrata da Julien Champagne, è così annunciato alla fine del primo libro di quest'autore. È vero che sembrerebbe del tutto difficile di primo acchitto nominare cattedrale questo misterioso sito.


Eppure...

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[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

LINK al post originale:

Julien Champagne au matras

 

 

 

Post originale datato giovedì 25 maggio 2006

 

 

© JULIEN CHAMPAGNE

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  • : Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • : Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
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