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26 aprile 2010 1 26 /04 /aprile /2010 10:37


 

CHAMPAGNE AL FUOCO DI RUOTA

  

 

 

 

L'emblema XXII di Il Mistero delle Cattedrali di Fulcanelli, illustrato da Julien Champagne, è ancora dedicato alla cattedrale di Amiens.
 
Ma qual è questo fuoco di ruota al portale del Salvatore? Fulcanelli afferma, in primo luogo, che il filosofo o alchimista, seduto e con il gomito appoggiato sul ginocchio destro, sembra meditare e vegliare.
 
"Il nostro personaggio", egli aggiunge, "ha gli occhi aperti... mentre intorno a lui avviene la lenta azione del fuoco di ruota... Le estenuanti fatiche di Ercole una volta compiute, il suo lavoro si riduce al ludus puerorum dei testi, e cioè al mantenimento del fuoco. Infatti, la cottura lineare e continua esige la doppia rotazione di una stessa ruota, movimento impossibile da tradurre sulla pietra e che ha giustificato la necessità di due ruote interconnesse di modo da non formarne che una. La prima ruota corrisponde alla fase umida dell'operazione, chiamata elissazione, in cui il composto rimane fuso sino alla formazione di una leggera pellicola, la quale, aumentando a poco a poco di spessore, acquista in profondità. Il secondo periodo, caratterizzato dalla secchezza, o assazione, comincia allora, con un secondo giro di ruota, quando il contenuto dell'uovo, calcinato, appare granuloso o polveroso, in forma di cristalli, di sabbia o di cenere".
  
 Nella stessa opera, Fulcanelli precisa che la ruota è il geroglifico della cottura della materia filosofale e di seguito la cottura stessa. Accostandola alla rosa centrale dei portici delle cattedrali, che si chiamava rota, egli spiega inoltre: "Il fuoco sostenuto, costante ed eguale che l'artista mantiene notte e giorno nel corso di questa operazione, è chiamata, per questo motivo, fuoco di ruota".
 

 

  

 

 

 

 

 

ARCHER

 
 
[Traduzione di Massimo Cardellini]
 
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Post originale datato Martedì 11 aprile 2006
 
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16 aprile 2010 5 16 /04 /aprile /2010 10:05




Julien Champagne in copertina

 

  
 

 

    


Come abbiamo già evidenziato ed in ogni caso constatato a proposito della seconda edizione delle opere di Fulcanelli dall'Omnium Littéraire, Julien Champagne figura in copertura di due opere del Maestro, nel 1957 per Il Mistero delle Cattedrali e nel 1960 per Le Dimore Filosofali.
  

  

Cosa ne è delle altre edizioni? Comincio con quella di I Misteri delle Cattedrali. Ecco una foto della sua edizione originale di Schemit: Rileviamo che i nomi di Julien Champagne e E. (Eugène ) Canseliet sono trattati con eguaglianza.

 

Ricordo anche che questa edizione è rarissima perché la sua tiratura deve salvo errore avvicinarsi ai 300 esemplari. Si potrà a questo proposito riferirsi di nuovo alla notevole opera di Bernard Allieu (Index Fulcanelli), già menzionata.

 

Inoltre, mi ricordo di aver letto sull'eccellente sito del forum di La Librairie du Merveilleux: che gli esemplari delle edizioni originali dei due libri di Fulcanelli fornite al titolo del deposito legale ed al nome di Julien Champagne sarebbero scomparse dalla Bibliothèque Nationale. 

 

Nella terza edizione di I Misteri delle Cattedrali, realizzata da Jean-Jacques Pauvert nel 1964, il patronimico di Julien Champagne figura ancora, per lo meno in ciò che concerne l'edizione in brossura (non è lo stesso per l'edizione rilegata).

 

 

Ma soltanto il frontespizio del nostro artista giustifica ora questa menzione, poiché questi disegni sono stati sostituiti da Pauvert, che ha preferito loro delle fotografie di un fotografo molto noto d'altronde, Pierre Jahan.

 

  

 

 



 


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[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 Post originale datato martedì 11 aprile 2006

 

 

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JULIEN CHAMPAGNE EN COUVERTURE

 

 

 

© JULIEN CHAMPAGNE

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27 marzo 2010 6 27 /03 /marzo /2010 16:26



Champagne e Saint Barthelemy












Sempre muniti di Le Dimore Filosofali di Fulcanelli, accompagnamo di nuovo Julien Champagne  nella capitale britannica. Eccoci alla chiesa di san Bartolomeo di Londra, detta "la grande" per distinguerla dalle sue omonime. Questa chiesa fu edificata durante il XII secolo. Fu fondata nel 1123 da Rahere, in priorato e munita di un ospizio o ospedale.

Il monarca di allora non era altri che il figlio di Gugleilmo il Conquistatore, Enrico I.
Il santo sarebbe apparso in sogno a Tahere, promettendogli che ogni preghiera fatta in questo luogo sarebbe stata esaudita.

 

Su questa leggenda o piuttosto questo mito fondativo e sulla storia e l'iconografia di questa chiesa rinvio al bel sito dedicatogli: St-Bartholomew-Great. L'ospedale di St Bart esiste ancora e, gestito dai monaci agostiniani nel corso dei secoli è anche uno dei più rinomati della capitale.

 

Dopo la dissoluzione dei monasteri durante la rottura con Roma, il priorato fu anche convertito in stabile poi in manifattura... Fu ristabilito nella sua destinazione originale durante il XIX secolo. È recentemente servito per girare il film Shakespeare in love.


Per tornare a Julien Champagne, il suo disegno costituisce la tavola III dell'edizione Omnium Littéraire di Le Dimore Filosofali, è intitolata Londra - Chiesa saint Barthelemy la grande- trifora, la grande finestra del priore Bolton.


William Bolton (priore dal 1505 al 1539) la fece costruire per poter assistere alle funzioni in modo privato e meditare allo stesso modo sulla tomba di Rehere, che si trova o si trovava nella chiesa.

Questa costruzione è in particolare rimasta celebre per il motivo della botte forata da un freccia che si può vedere. Autorizza un gioco di parole che permette di ritrovare il nome del priore associando i vocaboli inglesi bolt (freccia) e tun (botte).

È esattamente ciò che ritiene il commentatore della nostra foto a colori nel sito già citato:



"The symbol of a barrel pierced by an arrow represents Bolton (a bolt plus a tun, an old word for barrel and cask). This type of blazon is called a canting or a punning arm, since it's a visual pun on the owner's name".

La lezione di Fulcanelli non è affatto diversa: "Un arricchito... superiore del monastero di saint Barthelemy, a Londra, il priore Bolton, - che occupò la carica dal 1532 al 1539, aveva fatto scolpire le sue insegne sul Bow-window della trifora da cui sorvegliava i pii esercizi dei monaci. Vi si vede una freccia (bolt) che attraversa un piccolo barile (tun), da cui Bolton".


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[Traduzione di Massimo Cardellini]

Post originale datato domenica 9 aprile 2006



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CHAMPAGNE ET SAINT BARTHELEMY


© JULIEN CHAMPAGNE

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23 marzo 2010 2 23 /03 /marzo /2010 16:12





Julien Champagne al Mas de Cocagne



Abbiamo già citato in un post precedente le relazioni tra René Schwaller et Julien Champagne. Quest'ultimo fu a diverse riprese invitato da "Aor" e sua moglie a soggiornare nella loro proprietà del Plan de Grasse, nella Alpi Marittime.





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 








Ecco, riprese dall'edizione italiana del libro di Geviève Dubois, Fulcanelli, due foto di questa proprietà, chiamata Le Mas de Cocagne, in provenzale Mas de Coucagno.

Il mas qui non è il palo (mât), ma significa piuttosto la casa di campagna, anche se come il matto dei tarocchi (le mat du tarot), i suoi occupanti cercavano di raggiungere il paese ricchissimo...



Questa dimora va in seguito al figlio di Isha Schwaller, il dottore in medicina Jean Lamy, la cui ragione ha a lungo conservato il ricordo delle opere buone.

In memoria delle visite di Julien Champagne, a quanto si dice, René Schwaller chiamò alla fine degli anni 20 il viale principale di accesso al suo Mas "viale dei filosofi", altrimenti detto degli alchimisti (foto qui sotto)

Forse René e Julien hanno lavorato insieme nel laboratorio fotografato qui sotto, con uno spettrometro appartenente ad Aor ed del mobilio che la coppia aveva riportato da un soggiorno precedente da Maiorca, nelle Baleari spagnole.




Il redattore dell'intervista già menzionata con Geneviève Dubois, apparsa nella rivista Arcadia (Numero speciale 2002), ed intitolato Fulcanelli, precisa in nota alla fine del volume di aver avuto l'occasione di incontrare un anno prima del suo decesso Anne-Marie Beigu (1908-2000), che fu per decenni la governante e la confidente della famiglia Schwaller.

"Se sono ancora qui, è per custodire tutto ciò", diceva alcune settimane prima della sua dipartita.

Infatti, del laboratorio alchemico, della molto bella biblioteca, del lustro realizzato a partire da sperimentazioni sui blu e sui rossi di Chartres soprattutto, era la custode tutelare.

"Anne-Marie, aggiunge infine il nostro intervistatore, era l'ultima persona in vita ad aver conosciuto molto bene Julien Champagne".

Dopo un'informazione non confermata a questo punto, le note di laboratorio di René Schwaller sarebbero state acquisite, relativamente di recente, da un'importante società farmaceutica.

Il viale dei filosofi o degli alchimisti



Il nome di Boirone nom de Boiron, azienda specializzata nei prodotti omeopatici, come tutti sanno, è avanzato qua e là. Molti video sul laboratorio di AOR e su Schwaller in generale sono oramai disponibili in rete su Youtube
 

 



 

 

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[Traduzione di Massimo Cardellini]


Post originale datato domenica 9 aprile 2006

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Julien Champagne al Mas de Cocagne

 

 

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JULIEN CHAMPAGNE

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16 marzo 2010 2 16 /03 /marzo /2010 19:42




Champagne nel Beauvaisis






Lasciamo per un istante l'alchimia in senso stretto ed andiamo a trovare Julien Champagne nel Beauvaisis.

Il
Beauvaisis, caro anche a Eugène Canseliet (la sua casa di Savignies ad esempio è ubicata in questa regione), vicino anche del luogo di origine della famiglia di Julien e con Amiens di di quella della famiglia dei
Devaux, legati a sua sorella Renée: restiamo dunque in un paese noto...

Concepita per essere una delle più grandi cattedrali del mondo, iniziata nel 1225 dal vescovo Milon di Nanteuil e consacrata nel 1260, la cattedrale san Pietro di Beauvais è rimasta una delle più incompiute. Il suo coro è effettivamente il più elevato. Ma nel 1284, una parte della volta affondò.

Terminata nel 1567, il suo vertice di 153 metri affonderà a sua volta nel 1573... La navata non fu mai terminata, malgrado la ripresa dei lavori nel 1600.

La tavola I dell'edizione Omnium Litteraire di Le Dimore Filosofali di Fulcanelli, firmata da Julien Champage e riprodotta qui in basso, è anche intitolata "Archivolto del portico settentrionale- Uomo che spinge una carretta.

È per Fulcanelli l'occasione di denunciare il mito dell'invenzione attribuita a Pascal (1623-1662) di questo strumento: "Tra i motivi decorativi di un archivolto del portico settentrionale della cattedrale di Beauvias, un vecchio contadino del XV secolo vi è rappresentato mentre sta spingendo la sua carretta, carretta di modello simile a quelle che utilizziamo attualmente".

Ed a proposito del geniale matematico e filosofo cristiano, Fulcanelli aggiunge alcune pagine dopo: "Pascal è stato alchimista? Nulla ci autorizza a pretenderlo. La cosa più sicura è che ha dovuto realizzare egli stesso al trasmutazione a meno che non l'abbia vista compiersi sotto i suoi occhi nel laboratorio di un adepto. È quanto risulta da uno strano documento autografo su carta, redatto in stile mistico e che si ritrovò cucito nel suo abito durante la sua sepoltura. Eccone l'inizio, che è anche la parte essenziale:



 




+
L'anno di grazia 1654,
Lunedì 23 novembre, giorno di san Clemente papa e martire,
ed altri martirologi,
Veglia di san Crisostomo, martire, e altri,
               Dalle dieci e mezza di sera circa sino alla mezzanotte e mezza,
FUOCO
Dio di Abramo, Dio d'Isacco, Dio di Giacobbe,
Non dei filosofi e dei Sapienti,
Certezza, Certezza, Sentimento, Gioia, Pace...


La morte, che di solito porta via con sé il segreto degli uomini, doveva consegnare quella di Pascal, philosophus per ignem."

In un articolo del 1952 apparso in L'Oise Libérée, riprodotto nel 2007 nella sua opera postuma Alchimie, nouvelles études diverses [Alchimia, alcuni nuovi studi], edito da Trédaniel, Eugène Canseliet preciserà che Eugène Viollet-le-Duc, nel suo Dictionnaire raisonné du mobilier français [Dizionario ragionato del mobilio francese] del 1872 aveva già menzionato un manoscritto della fine del XIII secolo recante un carriola assolutamente similie a quella che utilizziamo anche oggi.

Questo manoscritto dovuto a Robert de Borron non è altro che la Storia del Santo Graal.


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[Traduzione di Massimo Cardellini]

LINK originale datato domenica 9 aprile
2006

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Champagne en Beauvaisis

© JULIEN CHAMPAGNE

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27 febbraio 2010 6 27 /02 /febbraio /2010 12:31


Julien Champagne versus Evelyne Segaud



Come già detto, il solo libro che a mia conoscenza è stato sino ad oggi dedicato a Julien Champagne è quello di Evelyne Segaud.

In quest'opera apparsa nel 2001,
Evelyne Segaudmi sembrava riprendere nell'essenziale la tesi di Geneviève Dubois esposta nel suo libro Fulcanelli (Edizioni Mediterranee, Roma, 1996), pur criticandola marginalmente.

Secondo Evelyne, Geneviève non ha torto, ma in definitiva non va sino in fondo al suo ragionamento e resta nel vago, quando Julien Champagne è semplicemente Fulcanelli.

Segaud valuta anche che "il discepolo principale" di Fulcanelli (Eugène Canseliet) ha costantemente ricamato sulle sue relazioni con il maestro Fulcanelli-Champagne.

I suoi argomenti principali si ricollegano a quelli della Dubois e vi aggiungono delle considerazioni astrologiche di sua invenzione, che confesso  di essere incapace di apprezzare.

Secondo lei, se si crede ad altre opere da lei pubblicate:
Mort et réincarnation dans le thème astrologique  (2002) [Morte e reincarnazione nel tema astrologico] e Pleins feux sur la réincarnation (2004), [Piena luce sulla reincarnazione]è inoltre la reincarnazione di Eliphas Lévi, e questt'ultimo a sua volta di Fulcanelli (Julien Champagne).

Aggiungerò semplicemente che
Evelyne Segaud è anche l'autrice di un Manuel d'Alchimie (2000)[Manuale di Alchimia] il cui interesse principale mi sembra consistere nel accostamento che fa tra alchimia e tarocchi.







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[Traduzione di Massimo Cardellini]

Post originale datato sabato 8 aprile 2006

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Julien Champagne versus Evelyne Segaud



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JULIEN CHAMPAGNE


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21 febbraio 2010 7 21 /02 /febbraio /2010 11:50
Champagne ai metalli planetari

Champagne--Parisportailgauche.jpg



Dopo l'ultima dimora di Julien Champagnem dopo le Dimore Filosofali di Fulcanelli, eccoci di nuovo davanti al Mistero delle Cattedrali.

Poiché la vita è un eterno ritorno, vi propongo due disegni del nostro artista sullo stesso bassorilievo che ha ispirato la tavola XXVI del primo libro del maestro comune di
Julien Champagne e di Eugène Canseliet.

Questa tavola è intitolata
Notre-Dame de Paris -Portale della Vergine.


La seconda illustrazione qui sotto è tratta  dal n° 3 della rivista Arcadia, da un articolo intitolato "Fulcanelli svelato", che consiste in un'intervista con Geneviève Dubois, autrice di un'opera su Fulcanelli.

Dubois vi annuncia un seguito, sino ad oggi non apparso, del suo primo libro.

Ecco l'essenziale del testo che presenta questa illustrazione: "Disegno originale di J. J. Champagne (26x37)... alla mina di piombo e intensificazioni di guazzo, utilizzato per l'edizione originale di I Misteri delle Cattedrali (collezione privata)".

Ciò che ci dice Fulcanelli su questo bassorilievo ci senbra significativo:

"Al centro del timpano, sulla cornice mediana, guardate il sarcofago, accessorio di un episodio della vita del Cristo; ci vedrete sette cerchi: sono i simboli dei sette metalli planetari... Il circolo centrale è decorato in un modo particolare, mentre i sei altri si ripetono a due a due,- il che non si è mai verificato nei motivi puramente decorativi dell'arte ogivale. Per di più. questa simmetria si estende dal centro verso le estremità... La concordanza di mutazione dei pianeti metallici tra di loro è indicata, nell'atrio di
Notre-Dame, nel modo più Formale. Il motivo centrale simbolizza il sole; i rosoni delle estremità indicano Saturno e la Luna; poi vengono rispettivamente Giove e Mercurio; infine, da ogni lato del Sole, Marte e Venere. Ma c'è di meglio. Se analizziamo questa linea bizzarra che sembra rilegare le circonferenze delle rose, la vedremo formata da quattro croci e da tre croci, di cui una a spirale semplice e le altre due a doppia voluta. Notate, di sfuggita, che se si trattava ancora qui di una volontà ornamentale, occorrerebbero necessariamente sei o otto attributi, sempre allo scopo di conservare una perfetta simmetria; non è così e ciò che dimostra che i senso simbolico sia voluto, è che uno spazio, quello di sinistra, rimane libero. Le quattro croci, così come la notazione spagirica, rappresentano i metalli imperfetti; le croci a doppia spirale, i due perfetti e la croce semplice, il mercurio, semi metallo o semi-perfetto".



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[Traduzione di Massimo Cardellini]

Post originale datato Venerdì 7 aprile 2006

LINK al post originale:
Champagne aux métaux planétaires

© JULIEN CHAMPAGNE

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7 febbraio 2010 7 07 /02 /febbraio /2010 14:49



Julien Champagne in famiglia




Di nuovo tratto dall'edizione italiana del libro di Geneviève Dubois, ecco la dichiarazione d'inumazione di Julien Champagne.

Si noterà ancora una volta che il nostro artista si chiama qui Julien, anche se la sua famiglia lo chiamava Hubert. Faccio qui soprattutto riferimento alla corrispondenza di sua sorella, già citata.

Abbiamo già incontrato i suoi genitori, in occasione degli atti di nascita e di decesso di Julien Champagne. Sua madre gli sopravvisse.

Un corrispondente distinto mi segnala che il nonno di Julien Champagne, chiamano Jean Alexandre e domiciliato a n° 9 di rue Chaptal, a Levallois Perret, era impiegato di commercio. Non posso per ora verificare questa informazione.

Chi era FélixChampagne? Apparentemente il o un fratello di Julien. Chi sono Charles de Saint-Acheul e sua moglie?

Saint-Acheul è un nome di Amiens. Allo stesso modo, sembra che Renée, la sorella di Champagne, abbia sposato uno di Amiens di nome Devaux.

Questo Gaston Devaux è da noi un po' meglio conosciuto. Sarebbe stato segretario di Fulcanelli (Robert Amadou, Il Fuoco del Sole, Pauvert), e ad ogni modo sembra essere servito da intermediario per la corrispondenza indirizzata a Fulcanelli e Champagne, da Canseliet e Schwaller.

Secondo la Dubois, Devaux, che morì nel 1969, dichiarò nel 1952 che "il caso Fulcanelli" era il prodotto di un inganno. Aggiunge che contrariamente all'opinione dei suoi discendenti, Devaux era molto interessato all'alchimia.

Menzioniamo per terminare questo breve scritto una cugina di Julien Champagne, di cui Robert Ambelain ci spiega senza nominarla in "dossier Fulcanelli" della rivista La Tour saint Jacques, che essa lavorava presso Rhone-Poulenc e verso il 1922 persuase Julien di ricevere Jules Boucher, ci cui aveva constatato l'amore dell'occulto in generale ed in particolare dell'alchimia.

tombejc7980.champagne.jpg




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[Traduzione di Massimo Cardellini]

post originale datato
Mercoledì 5 aprile 2006.

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Julien Champagne en Famille


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JULIEN CHAMPAGNE

 



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30 gennaio 2010 6 30 /01 /gennaio /2010 16:51





Champagne da Coulonges a Terre Neuve



Partiamo per la Vandea e cerchiamo Julien Champagne in Le Dimore Filosofali di Fulcanelli, al capitolo dedicato a Louis D'Estissac, già menzionato.

Contemporaneo di François Rabelais, di Denys Zachaire e di Jean Lallemant, d'Estissac volle dedicare alla scienza alchemica una dimora degna di lei. Ne affidò l'esecuzione ad un architetto che fu, secondo Etienne-Octave Guillaume de Rochebrune, aquafortista famoso, Philibert de l'Orme.

Così nacque il superbo castello di
Coulonges sur l'Autize (Deux Sèvres), la cui costruzione richiese ventisei anni, dal 1542 al 1568, ma che non offre più oggi che un interno vuoto, dalle pareti spoglie. Tutto è stato disperso, ma alcuni pezzi d'arte furono acquistati dal Signor de Rochebrune, e servirono alla refezione ed all'abbellimento della sua proprietà di Fontenay le Combe (Vandea).

È infatti nel castello di Terre Neuve, in cui esse sono attualmente conservate, che possiamo ammirarli e studiarli a nostro piacimento.

Dapprima semplice potere a mezzadria, questo castello fu, nel suo attuale piano, costruito nel 1595 da Jean Morison, per conto di Nicolas Rapin, vice siniscalco di Fontenay le Comte e "distinto poeta".

Di tutte le sue meraviglie, quella che ci interessa di più è indubbiamente il camino monumentale del grande salone, acquistato a Coulonges e riedificato al castello di Terre Neuve nel marzo del 1884.

Davanti al suo pannello centrale, l'osservatore non può difendersi da un istintivo motto di sorpresa, tanto la sua decorazione appare singolare. È questo pannello che costituisce la tavola XVI di Le Dimore Filosofali, e di cui riproduciamo, oltre ad una fotografia parziale e due d'insieme, il disegno di Julien Champagne.






Ma ascoltiamo la descrizione di Fulcanelli: "Due mostri umani reggono una corona, formata da foglie e frutta, che incornicia un semplice scudo francese. Uno dei due mostri ha un orribile viso dal labbro leporino ed un torso glabro e provvisto di mammelle. L'altro ha un musettod'un bambino sveglio e birichino, ma col busto villoso degli antropoidi. Se le braccia e le mani non hanno altra particolarità che la loro eccessiva magrezza, al contrario le membra inferiori coperte di peli lunghi e fitti terminano con artigli da felino in un mostro e con artigli di rapace nell'altro. Questi esserida incubo, provvisti d'una lunga coda ricurva, hanno il capo coperto da inverosimili caschi, l'uno squamoso, l'altro striato, ed ambedue con la sommità che si arrotola su se stessa secondo la forma dell'ammonite. Tra questi due "stefanofori" dall'aspetto ributtante, e situata sopra di loro, sull'asse della composizione, c'è una maschera d'uomo che fa una smorfia, dagli occhi rotondi, i capelli ricci che appesantiscono una fronte già bassa, e che tiene con i denti, la bocca aperta e bestiale, lo scudo centrale sospeso ad una leggera cordicella. Infine, un bucranio occupa la parte bassa del pannello, e completa con una nota macabra questo apocalittico quartetto" [Fulcanelli, Le Dimore filosofali, Mediterranee, Roma, 1996, Vol. I, p. 214].

Abbreviamo questa descrizione dettagliata, alla quale sarà possibile al lettore attento di riportarsi e diamo ora un brece brano dell'interpretazione che Fulcanelli dà all'insieme di questi motivi: "I due gnomi che sono faccia a faccia impersonificano,- il lettore l'avrà indovinato, - i nostri due principi metallici, corpi o nature primitive, con l'aiuto dei quali l'Opera comincia, si perfeziona e termina (p. 215) [...]. I Filosofi hanno tradotto l'unione del fisso col volatile, del corpo con lo spirito, con la figura del serpente che divora la sua coda [...], con la forma circolare, tracciato simbolico dell'infinito e dell'eternità ed anche di perfezione. Lo stesso significato ha il cerchio centrale del mercurio nella notazione grafica, cerchio che, ornato di foglie e di frutta indicanti la facoltà di vegetare ed il potere fruttificante, sta sul bassorilievo che stiamo studiando. Inoltre, nonostante la cura che il nostro adepto usò nel nasconderlo, il nostro segno è completo. Se l'esaminassimo attentamente, vedremmo infatti che la corona porta sulla ua curvatura superiore, le due espansioni a spirale, e su quella inferiore, la croce, composta dalle corna e dall'asse frontale del bucranio, complementi, questi, del cerchio nel segno astronomico del pianeta Mercurio"
(p.228), [Fulcanelli, Le Dimore filosofali, Mediterranee, Roma, 1996, Vol. I].



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[Traduzione di Massimo Cardellini]

Post originale datato
Lunedì 3 aprile 2006

LINK al post originale:
Champagne de Coulonges a Terre Neuve

© JULIEN CHAMPAGNE

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28 gennaio 2010 4 28 /01 /gennaio /2010 14:47



Nascita di Julien Champagne



Ecco come già annunciato una fotografia dell'atto di nascita di Jean Julien Champagne.

È riprodotto in Fulcanelli di Geneviève Dubois, ma questa volta la mia copia è dovuta alla cortesia di Evelyne Segaud, autore del solo libro dedicato a Champagne, già citato e sul quale inoltre dovremo senz'altro tornare.

Preciso che quest'atto non è presente nel suo libro, ma che la foto qui sopra mi è sembrata di miglior qualità di quelle pubblicate sino ad oggi.

Sia quel che sia, il risultato complessivo rimane lo stesso: alla sua nascita, Champagne è stato dichiarato con il nome di Jean Julien, che è dunque il suo nome ufficiale; l'uso del nome Hubert, in quanto ad esso, è di conseguenza posteriore.

I suoi genitori sono qui identificati come Alphonse Hubert Champagne, cocchiere, e Pascaline Julienne Antonine Quinot, senza professione, "entrambi dell'età di ventitré anni nel 1877.

Ciò pone un punto provvisorio se non finale alla controversia su questo tema tra Eugène Canseliet e Robert Ambelain, il primo avendo abbondantemente ragione rispetto al secondo; abbondantemente, ma "né più né meno" rispetto a questo, poiché Champagne si è più tardi regolarmente fatto chiamare Hubert (da cui forse il cintenuto del suo atto di decesso, esaminato precedentemente).

Champagne per noi raggiunge su questi piano altri ermetisti, il cui nome rimane sconosciuto al pubblico, come Fulcanelli, o sconosciuto in quanto alla sua ortografia esatta, come Vincent Depaul o Savinien de Cyrano Bergerac.




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[Traduzione di Massimo Cardellini]

Post originale datato
Sabato 25 marzo 2006

LINK al post originale:
Naissance de Julien Champagne

© JULIEN CHAMPAGNE

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Presentazione

  • : Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • : Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
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