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15 dicembre 2011 4 15 /12 /dicembre /2011 07:00
Julien Champagne camminante

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Camminando... come buon viandante dei sentieri cari a Martin Heidegger, questi Holzwege che Stanley Redgrove aveva per parte sua detto essere animati dalle credenze del passato, eccoci di ritorno a Terre-Neuve, davanti al camino monumentale.

Disegnata da Julien Champagne, la tavola XIII dell'edizione originale di Le Dimore Filosofali di Fulcanelli è intitolata Fontenay-le-Comte - Castello di Terre-Neuve Camino del Grand Salon. Sarà sostituita nella terza edizione (Pauvert) da una fotografia recante il numero XVI.

Avendo già richiamato la storia di Fontenay e Terre-Neuve, ed essendoci allora concentrati sul motivo centrale di questo camino, il momento sembra sia giunto per noi di allargare il campo, e di esaminare quest'opera d'arte nel suo insieme.

 

"Più notevole ancora per la precisione dei geroglifici che la decorano, la compiutezza dell'esecuzione", l'esattezza dell'intaglio spinto a volte sino all'impossibile e "la sua sorprendente conservazione e la sua tenuta artistica, essa costituisce per i discepoli di Ermete un documento prezioso e molto utile da consultare", è il pronto parere di Fulcanelli.

 

E il nostro Adepto descrive così questo "sito": "Il mantello dall'architettura di una trabeazione carica di intrecci e di figure simboliche, poggia su due pilastri di pietra, cilindrici e levigati. Sui loro abachi è applicata un'architrave scanalata, sotto un quarto di giro di tre ovali e fiancheggiato da tre foglie di acanto. Nella parte superiore, quattro cariatidi inguainate, due uomini e due donne, sostengono la cornice; le donne hanno la loro guaina decorata di frutta, mentre quella degli uomini presenta una maschera di leone, che mordono, a forma di anello, la luna crescente. Tra le cariatidi, tre pannelli decorativi sviluppano diversi geroglifici sotto una forma decorativa destinata a velarli meglio. La cornice è divisa, orizzontalmente, in due piani, da un bordo sporgente che concerne quattro motivi: due vasi pieni di fuoco, e con due cartelli che recano, incisa, la data di esecuzione, marzo 1563".

 

In nota a pie' di pagina, Fulcanelli precisa che Louis d'Estissac aveva allora l'età di 56 anni. E continua, sempre a proposito di questi motivi: "Essi servono da quadro a quattro cassoni che ricevo le tre parti di una frase latina: Nascendo quotidie morimur. Infine, la parte superiore mostra sei piccoli pannelli, opposti due a due andando dalle estremità verso il centro; vi si vedono dei piccoli pannelli reniformi, dei bucrani e, vicino all'asse mediano, degli scudi ermetici".

 

Erudito e forte, elegante e preciso, la prosa poetica di Fulcanelli si erge così, lungo le pagine, come il camino del grande salone che essa descrive, e che sotto i nostri occhi si anima e si illumina.

 

 

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Non sarebbe idoneo, a mio parere, nel quadro di questo blog, di relazionare "dettagliatamente" la lezione fulcanelliana su tutti questi pezzi emblematici. Preferisco rinviarvi alla lettura della sua opera, e alla contemplazione di quella di Julien Champagne.

 

Ci siamo piuttosto assegnati come scopo di, modestamente, evocare, meglio ancora invocare...

 

Vorrei tuttavia condividere con voi ciò che il Filosofo Fulcanelli ci rivela a proposito dell'iscrizione latina menzionata sopra: "Essa comprende tre parole, separate le une dalle altre da due vasi pirogeni... Nascendo, moriamo ogni giorno. Grave pensiero di Seneca il Filosofo, assioma che non ci si aspetterebbe di incontrare qui... È la sola scritta in questo mutus liber. Nessun dubbio che essa non sia consequtiva, e messa là apposta per insegnare ciò che l'immagine non saprebbe tradurre... Nascendo racchiude un altro significato. Impiegandolo al gerundio esso evoca, senza modificazione ortografica, l'ideale di produzione, di generazione. Non è più Nascendo che si deve leggere, bensì Per produrre, per generare... Per produrre moriamo ogni giorno. Sono i genitori del bambino ermetico che parlano. E il loro linguaggio è vero; essi muoiono realmente insieme, non soltanto per dargli l'essere, ma anche per assicurare la sua crescita e sviluppare la sua vitalità. Essi muoiono tutti i giorni, e cioè in ognuno dei sei giorni dell'Opera che governano l'argomentazione e la moltiplicazione della pietra".
 


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 "Un certo numero di autori, -Filalete in particolare,- dimostrarono la necessità, l'utilità della morte e della putrefazione minerale con l'aiuto di una similitudine tratta dal seme del grano.

 

Indubbiamente ne presero l'idea dalla parabola evangelica raccolta da Giovanni; l'apostolo vi trascrive queste parole del Cristo: "In verità, in verità, io vi dico: se il seme di grano non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto".

 

E fiori. Amen.


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ARCHER

 

 

[Traduzione di Massimo cardellini]

 

 

 

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JULIEN CHAMPAGNE CHEMINANT

 

 

 

 

© JULIEN CHAMPAGNE

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26 novembre 2011 6 26 /11 /novembre /2011 07:00
Champagne amico dei fratelli Thomas

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Nella sua opera, Eugène Canseliet menziona due volte il nome di Alexandre Thomas.


Egli così scrive in Le feu du soleil [Il fuoco del sole], edito da Pauvert, nel 1978): "La libreria di Pierre Dujols era sparita, così come la Librairie du Merveilleux, dove aveva officiato Thomas, che morì, poveraccio, con i suoi pantaloni rossi del 1914. Jean Julien Champagne era stato molto legato con Alexandre Thomas".

In un articolo del febbraio 1936 pubblicato sulla rivista Atlantis: Le feu purificateur et son messager apocalyptique [Il fuoco purificatore e il suo messaggio apocalittico], ripreso nel 1964 nella sua raccolta intitolata Alchimie (Pauvert), Eugène Canseliet aveva infatti già fatto riferimento  a questo associato di Pierre Dujols, a proposito della riedizione da parte di quest'ultimo dell'opera di Duchanteau (Touzay, pittore professionista), Le Grand Livre de la Nature [Il Grande Libro della Natura: "Quest'opera è stata riedita nel 1910 con una introduzione di Oswald Wirth, da Pierre Dujols, e cioè Magophon, che doveva redigere la sua notevole Hypotypose au Liber Mutus [Ipotiposi al Mutus Liber], quand'era alla sua Librairie du Merveilleux, ahimè! troppo presto chiusa per la partenza senza ritorno dello sfortunato Thomas, per l'ecatombe epica del 1914".

 

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Questo Alexandre Thomas, di fatto chiamato Albéric-Alexandre, conosciuto anche sotto lo pseudonimo di Marnès, era un martinista e un framassone dell'ordine egizio di Memphis-Misraim. Nell'opera di Gérard Galtier Maçonnerie Egyptienne [Massoneria Egiziana] edito dalle Editions du Rocher, nel 1989, si trova una tavola sulla Grande Loggia Misraimita nel 1897-1898.

 

Il venerabile è Abel Thomas e suo fratello Albéric ne è il Segretario. Si trovano inoltre in eccellente compagnia: Chacornac, Lalande, Philipon...

 

 

 

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Pierre Dujols e Thomas hanno lavorato nel 1909 all'edizione dei Sept Livres de l'archidoxe magique [Sette libri dei supremi insegnamenti magici] di Paracelso- libro che sarà pubblicato sotto gli auspici dell'Ordine cabalistico della Rosa-Croce. All'epoca, in conseguenza dell'Ordine del Tempio rinnovato, questi due uomini sono in rapporti freddi con Papus.

 

Nel 1908 infatti, durante una seduta di spiritismo effettuato in un albergo situato al numero 17 di rue des Canettes, essi ricevono come incarico, per scrittura diretta, di fondare un ordine templare di cui René Guénon sarà il capo. Così nasce l'Ordine del Tempio rinnovato, la cui creazione sarà la causa nel 1909 dell'esclusione  di René Guénon e Thomas dell'ordine martinista di Papus. L'Ordine del Tempio sarà sciolto nel 1911, quando Dujols cade gravemente malato.

Inoltre Oswald Wirth, Paul Chacornac, Sédir, René Guénon e Ferdinand de Lesseps, tra gli altri, erano membri della loggia Misraimita, detta dell'Arcobaleno.

 

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Il fratello di Alexandre, Abel Thomas, ne è il Venerabile. È lui, spiega Geneviève Dubois nel suo Fulcanelli dévoilé [Fulcanelli], che fece pressione perché fosse rigettata la candidatura di Papus. Quest'ultimo aveva nominato Abel Thomas "professore titolare" della sua Facoltà libera di scienze ermetiche.

Nel 1909, Guénon (Palingénius) e Marnès crearono la rivista "La Gnose", edita dalla Librairie du Merveilleux, e che doveva uscire sino al 1912. Molti numeri di questa rivista faranno ampio spazio all'archeometra di Saint-Yves d'Alveydre, abbondantemente annotato dai due compari.

 

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Nel 1911 questa rivista, la cui integralità dei numeri è stata opportunamente pubblicata nel 2009 dalle edizioni l'Homme libre, ha proposto ai suoi lettori un certo numero di articoli sull'alchimia, dovuti in parte a Patrice Genty (Mercuranus): L'alchimie pratique, Quelques recettes alchimiques, e in parte a Marnès: Le mystère de la croix.

 

 

 

 

 

 

Se Alexandre Thomas è stato un amico di Julien Champagne, è più che probabile che suo fratello Abel lo sia stato anche lui.


Abel Thomas, ritratto nella foto qui in alto, era un astrologo famoso. Porta anche il nome d'arte di Abel Haatan. Il suo maestro in astrologia era Albert Faucheux, più noto con il nome di François Charles Barlet (1838-1921).

 

 

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Il Traité d'astrologie judiciaire [Trattato di astrologia giudiziaria] di Abel Thomas fu pubblicato da Chamuel nel 1895. Nel 1905, Abel Haatan, che era anche farmacista e chimico, pubblicò presso Chacornac un saggio intitolato: Contribution à L`Etude De L'Alchimie. Théorie Et Pratique Du Grand Oeuvre. Questo libro, di cui un esemplare almeno fece parte della biblioteca di Julien Champagne, è stato riedito nel 2004 da MCOR-Christienne.

 

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Secondo Richard Caron, nel suo articolo L'histoire de l'alchimie en France à la fin du XIXème siècle [Storia dell'alchimia in Francia alla fine del XIX secolo], in "Mélanges offerts à Antoine Faivre", Peeters, Lovanio, Belgio, 2001), Abel Haatan è come Jacob (Jean-Jacques Bourcart), l'autore di un commento sul forno alchemico svizzero di Winterthur. Per lui i due saggi furono pubblicati quasi allo stesso tempo, e quello di Haatan, apparso a Zurigo nel 1896, si intitolerebbe Révélation alchimique, attraverswo le pitture di un forno di maiolica, 22 marzo 1896.

 

È vero che i due uomini si conoscevano, e furono inoltre in relazione con Paul Sédir e Albert Poisson.

 

 

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Segnialiamo infine questa bella dedica, offerta da Simplet, ad un opera pubblicata da Pierre Dujols e Alexandre Thomas, Sette libri dei supremi insegnamenti magici, di Paracelso, commentati da Marc Haven, 1909, all'amministratore della biblioteca parigina Sainte Geneviève, così ricca di opere alchemiche: Charles-Alfred Kohler, di origine svizzera ginevrina (1854-1917).

 

 

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ARCHER

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

 

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Champagne ami des frères Thomas


 

©JULIEN CHAMPAGNE

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8 ottobre 2011 6 08 /10 /ottobre /2011 07:00

Champagne nel paese Charcornac

 

 

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Tra le librerie antiche frequentate da Julien Champagne, alla fine del XIX secolo ed all'inizio del XX, quella dei fratelli Chacornac merita una menzione particolare, così come la Librairie du Merveilleux di Chamuel e Dujols, già ricordate.

 

Per  Walter Grosse inoltre, le due imprese sarebbero state collegate.

 

Egli stima infatti che nel 1901 Henri Chacornac è diventato proprietario di La Librairie du Merveilleux.

Nato nel 1855, Henri Chacornac sposò verso il 1875 la figlia dello scrittore Jules Lermina (1839-1915); membro del "Club Dumas" ed ammiratore di Cyrano Bergerac, quest'ultimo sembra essersi interessato da vicino all'alchimia.

 

Ha pubblicato nel 1890  L'élixir de vie.

 
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Sua figlia minore Marie-Pauline darà due figli a Henri Chacornac, Paul, nato nel 1884, l'anno stesso della creazione della casa editrice della "casa Chacornac", e Louis, venuto al mondo nel 1890. Louis sarà innanzitutto il gestore della biblioteca Chacornac, mentre Paul si dedicherà soprattutto alla scrittura.

Per Walter Grosse, è attraverso i fratelli Chacornac che Julien Champagne ha nel 1905 fatto conoscenza di Fulcanelli. 

 

Era, egli sostiene, grazie al suo lavoro di rilegatura e di "catalogazione" di libri antichi.


 

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Se ci interessiamo per prima cosa al catalogo Chacornac, è per constatare una certa pregnanza dell'alchimia, e dell'esoterismo in generale.

 

Nel 1890, troviamo di Albert Poisson i Cinq traités d'alchimie [Cinque trattati di alchimia]. Lo stesso Poisson recidiverà nel 1893 con il suo Nicolas Flamel. En 1897 viene edito il Traité des causes secondes [Trattato delle cause seconde] di Giovanni Tritemio. Nel 1889 Henri Chacornac scrive una prefazione al Traité de réintégration des êtres [Trattato di reintegrazione degli esseri] di Martines de Pasqually.

 

Abbiamo anche del 1902, Esquisse du tout universel di Jacob, presentato da Papus. Di Papus giustamente, La science des mages [La scienza dei magi] è edita nel 1905. Nel 1908 menzioniamo il De signatura rerum di Jacob Boehme, tradotto da Sédir. Poi nel 1910 La philosophie occulte [La filosofia occulta] di Henri Corneille Agrippa, così come L'amphithéatre d'éternelle sapience [L'anfiteatro dell'eterna sapienza] di Henri Khunrath.

Nel 1912 seguiranno i Cinquante merveilleux secrets d'alchimie [Cinquanta meravigliosi segreti dell'alchimia] di Phaneg (Georges Descormiers). L'Hermès dévoilé de Cyliani, così caro a Eugène Canseliet, sarà pubblicato nel 1915. Nel 1925 verrà edito da Emile Jules Grillot de Givry una edizione di La monade hiéroglyphique [La monade geroglifica] di John Dee. La lumière tirée du chaos [La luce tratta dal caos] di Louis Grassot verrà posta in vendita nel 1930, così come Dogme et rituel de haute magie [Dogma e rituale di alta magia] di Eliphas Lévi.

Se si vuole assolutamente uscire dallo stretto campo dell'occulto, Chacornac ha anche pubblicato nel 1924 le Enneadi di Plotino.

Parallelamente l'avventura della rivista Le voile d'Isis [Il velo di Iside] prosegue. Nel 1933 questa rivista di ispirazione sempre più guenoniana diventerà Études traditionnelles [Studi tradizionali], che esce ancora oggi.

Contrariamente forse a suo fratello Louis, deceduto a 65 anni nel 1955, Paul Chacornac, che lascerà questo mondo a 79 anni, nel 1964, è anche scrittore: gli si deve, oltre ad una Histoire de l'astrologie médiévale [storia di astrologia medievale] che è rimasta fuori commercio, un libro su Eliphas Lévi (1926), una nota bibliografica all'edizione delle Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz di Johann Valentinus Andreae (1928), Le comte de Saint Germain [Il conte di Saint Germain, (1947)], La vie simple de René Guénon [La vita semplice di René Guenon, (1958)], infine Grandeur et adversité de Jean Trithème [Grandezza e avversità di Giovanni Tritemio, (1963)].

 

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Sempre situate al quai saint Michel a Parigi, la Libreria e le edizioni Chacornac diventeranno in seguito le Éditions Traditionnelles, sotto la direzione di d'André Villain. Quest'ultimo è deceduto nel 1985. Le Éditions Traditionnelles hanno traslocato di recente e sono situate in rue des Fossés Saint Bernard.


La libreria di Nicole e André Braire è tuttavia in vendit, dal momento che questa coppia ha preferito dedicarsi esclusivamente all'editoria.

 

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Diventato cieco in tarda età, Paul Chacornac non è rimasto senza eredi. Chi è quel Jacques Chacornac, impiegato in unchiosco parigino, a cui André Braire affidò alcuni anni or sono un certo numero di ricordi di famiglia, tra cui il libretto militare del maggiore dei fratelli Chacornac?

 

 

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[Traduzione di Massimo Cardellini]


 

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Champagne au pays Charconac


 

 

© JULIEN CHAMPAGNE

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27 settembre 2011 2 27 /09 /settembre /2011 18:15
Volpe di Julien Champagne

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Per delle ragioni del tutto personali lo confesso, provo per la volpe, una vera simpatia. Come per il gallo, inoltre, che adula in me il celta (gaulois), è con un piacere del tutto particolare che vi conduco di nuovo oggi verso la cattedrale di Amiens, e precisamente verso il suo portico centrale.

 

Intitolata giustamente ll gallo e la volpe, la tavola XXIV dell'edizione originale di Mystère des Cathédrales [I Misteri delle Cattedrali] di Fulcanelli, illustrata da Julien Champagne, è sostituita nella riedizione Pauvert da una fotografia recante il numero XXXV.

"Contro il piedritto del grande portico, ci dice l'Adepto, ritroviamo, in un quadrifoglio, l'allegoria del gallo e della volpe, cara a Basilio Valentino. Il gallo si tiene appollaiato sul ramo di una quercia che la volpe tenta di raggiungere".

 

E Fulcanelli precisa: "Il gallo e la volpe non sono che uno stesso geroglifico che copre due stati fisici distinti di una stessa materia. Ciò che appare dapprima, è il gallo o la parte volatile, e di conseguenza viva, attiva, piena di movimento, estratta dal soggetto, il quale ha come emblema la quercia... Questo gallo, pur del tutto volatile, può diventare la Sfinge. Deve ancora assumere lo stato di fissità provvisoria che caratterizza il simbolo della volpe ermetica".


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 A proposito di Parigi, Fulcanelli, riferendosi di nuovo a Basilio Valentino, aveva già precisato nella stessa opera: "L'estrazione dello Zolfo rosso ed incombustibile è manifestato dalla figura di un mostro che si riferisce al contempo al gallo ed alla volpe".

 

È lo stesso simbolo di cui si servì Basilio Valentino nella terza delle sue Dodici Chiavi.

 

"È questo superbo mantello con il Sale degli Astri... che segue questo zolfo celeste, sorvegliato accuratamente per paura che si sciupi, e li fa volare come un uccello, finché ve ne sarà bisogno, ed il gallo mangerà la volpe, e annegherà nell'acqua, poi riprendendo vita attraverso il fuoco, sarà (allo scopo di svolgere ognuno la loro parte) svelato dalla volpe".

 

Osservo infine che nella sua edizione delle Dodici Chiavi (Édition de Minuit, 1956), Eugène Canseliet dà allo stesso passaggio del trattato di Basilio Valentino una versione sensibilmente o si preferisce leggermente diversa: "Conserva bene questo mantello onorabile, di compagnia con il sale astrale, che segue questo zolfo celeste. Che nulla di funesto gli accada e fallo volare come l'uccello finché basti. In quel momento, il gallo divorerà la volpe, in seguito soffocherà nell'acqua e, risuscitato dal fuoco, sarà a sua volta divorato dalla volpe, affinché il simile sia restituito al simile". 

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[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

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RENARD DE JULIEN CHAMPAGNE  

 

Martedì 30 mai 2006

© JULIEN CHAMPAGNE

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30 agosto 2011 2 30 /08 /agosto /2011 16:39
Astrologia di Champagne

 


Alchimia ed astrologia essendo sorelle gemelle, e queste due scienze a volte qualificate abusivamente come dei fossili, restano ai nostri giorni molto vive, perché non interessarsi al tema natale di Julien Champagne?

Internet ce ne fornisce l'occasione, da cui abbiamo tratto l'immagine qui sopra e che proviene da: Astrothème.

 

Ecco per un profano in astrologia come me, alcuni tratti caratteristici della personalità di Julien Champagne che questo diagramma dice di rivelarci.

 

Vorrei soltanto, come preambolo, meravigliarmi con voi per il fatto che il nostro artista sia su questo sito chiamato Jean Julien Fulcanelli. Il nome stesso fa parte anch'esso integrante della nostra identità...

 

 

La sua sensibilità:

 

Amante della natura così come della comodità, voi siete Jean-Julien, un epicureo desideroso di profittare delle cose belle e buone della vita in seno ad un "clan" famigliare o amichevole che apprezza la vostra convivialità ed amabilità. Fedele, stabile, i piedi a terra, siete qualcuno su cui si può contare in ogni circostanza. Attaccato alla vostra sicurezza affettiva e materiale, la gelosia e la possessività non vi sono estranei e potete, benché di natura piuttosto lenta, mostrarvi molto rapidamente collerico ed aggressivo quando vi sentite minacciato in questi ambiti.

Darete allora prova di una testardagine e di un furore rari e si avrà un bel daffare nel farvi cambiare opinione. Anche se siete consapevole che il vostro atteggiamento non è realmente adatto, vi attesterete sulle vostre posizioni e conserverete un rancore tenace. Siete tuttavia così sensibile alla tenerezza ed ai segni concreti d'affetto che con alcuni regali o lusinghe, finirete con il vedere tutto rosa...

Siete, Jean-Julien, particolarmente sensibile, e motivo, intuitivo, di fatto percepite quel che si dice di voi con un'acutezza molto sottile, il che ha dei vantaggi ma anche l'inconveniente di rendervi particolarmente vulnerabile. Il cosa diranno è per voi importante anche se è inconsciamente che terrete conto del parere degli altri. Preoccupato per l'immagine presso il pubblico, siete siete tuttavia bizzarro, anche capriccioso, di umore mutevole in pochi istanti: passare dal ridere alle lacrime è per voi abituale.

Il rapporto con la gente assume un rilievo insolito, forse perché potete facilmente diventare il protagonista grazie alla vostra personalità così accattivante e così mobile. La vostra immaginazione è così forte che può giocarvi degli scherzi: con voi, è preferibile dire le cose francamente, i minimi sottintesi possono infatti creare malgrado voi delle belle- o sfortunate- storie che possono portarvi molto lontano dalla realtà, e ciò malgrado il vostro fiuto e la vostra intuizione siano sviluppate!".


 

Il suo intelletto e la sua vita relazionale:


 

"Siete Jean-Julien un "libero-pensatore" che capisce i problemi con uno spirito rapido ed efficace. Libertà, progresso e originalità sono i vostri motori. Risolutamente orientato verso il futuro, date prova d'ingegnosità e di inventiva per riformare ciò che non ha più luogo d'essere e innovare incessantemente: psicologia, nuove tecnologie... non hanno quasi più segreti per voi.

Dotato di qualità umane e idealiste evidenti, siete un interlocutore molto simpatico e molto interessante, anche se si può a volte rimproverarvi il vostro lato ribelle e rivoluzionario. Infatti, uno spirito di contraddizione molto sviluppato sembra animarvi: pensate raramente come tutti ed al rischio di mostrarvi ostinato, intransigente e sgradevole, lo dite! Invece di provocare brusche rotture amichevoli imparate piuttosto a perseverare nei vostri sforzi e lasciate esprimersi ulteriormente il vostro potenziale creativo quando proverete una troppo grande tensione nervosa.

Intelligente e brillante non appena avete uno scopo e dei collaboratori per operare e lavorare con voi, siete spesso meno disposto ad intraprendere dei progetti puramente personali, Jean-Julien. Il vostro spirito e la vostra curiosità vi portano piuttosto verso i vostri amici, verso dei progetti in comune in cui pensate che la vostra socialità particolarmente sviluppata si svolgerà pienamente per esprimervi.

Le opere collettive, la clientela, il mondo pubblico, tutto ciò vi chiama, sentite di avere un vostro ruolo da svolgere. I vostri talenti di negoziatore sono infatti più a loro agio paradossalmente di fronte ad un gruppo in cui regna una certa forma di anonimato, invece che nel corso di uno scambio individuale nell'intimità, forse semplicemente perché non avete troppa preoccupazione dei vostri progetti per alcune possibili ragioni.

 

 

La sua affettività:

 

Jean-Julien, è chiaro che non vi innamorate molto facilmente. Ma quando è il caso, i vostri sentimenti sono profondi, pacifici, seri e soprattutto stabili. Il bisogno di sicurezza di cui non potete in nessun caso fare a meno per sentirvi bene e concedervi, l'offrite in compenso con stabilità e dovere anche se mischiate un po' è vero la responsabilità con l'amore. Per voi, il fascino del vostro partner è costituito non soltanto dalla sua attrattività fisica o sentimentale, ma anche dalle sue qualità intellettuali e morali: avete un bisogno feroce di autenticità e di serio, perché siete voi stesso così.

I vostri amori sono in generale poco numerosi ed è nei tempi lunghi spesso che potete infine esprimere al meglio ciò che avete in voi e che merita veramente la scoperta per quanto i vostri sentimenti possono essere pacifici e stabili. Il rischio per voi se mai non ottenete ciò che desiderate, è di rifugiarvi in un certo cinismo o di rinchiudervi in voi stesso.

Con una tale configurazione ed in assenza di tensioni con altri pianeti nel vostro tema, siete predisposto, Jean-Julien, a creare un legame tra la vostra carriera ed il campo sentimentale, anche se ciò può assumere forme differenti: potete così avere il favore e l'appoggio delle donne ingenerale per elevarsi socialmente e riuscire più rapidamente basandovi sul vostro fascino e la vostra capacità di piacere o a volte, mischiare amore e carriera (o anche matrimonio) unendo così l'utile al dilettevole ed anche... al vostro destino.

In altri casi, sarete attirati verso i mestieri "venusiani" come le arti, l'estetica, la decorazione, il commercio di lusso o la diplomazia; o ancora più semplicemente, la vostra attività vi piacerà enormemente, vi sentirete a vostro agio e beneficerete di una popolarità affettiva e di conseguenza di un'aura di opportunità quasi insolente che potrà proiettarvi verso vertici o per lo meno là dove sognate di arrivare.

Spesso, siete perfezionista e la cura che impiegate alla concretizzazione dei vostri obiettivi contribuisce grandemente alla loro realizzazione. Non perdete quest'ultimi di vsita e nulla vi piace di più del frequentare delle personalità importanti nelle altre sfere della diplomazia, della politica o degli affari, di svolgere il ruolo di mediatore o dell'intermediario ricevendo in compenso la valorizzazione e la ricompensa ben meritate dovute al vostro irresistibile fascino.

La tradizione apporta a volte a questa configurazione un grande attaccamento dei loro uomini alla loro madre che contribuisce favorevolmente al loro destino. Durante alcune circostanze sfortunate, può accadere che manchiate di costanza o di perseveranza in amore o che questo campo sia un po' in contraddizione  con i vostri obiettivi di carriera a causa delle vostre imprudenze. Potete essere dominati dalle donne, mancare di autorità o ritrovarvi a fare il grande scarto tra la vostra vita amorosa e la vostra vita professionale senza essere capace di scegliere e sfortunatamente deteriorare così entrambi.

 







Il suo comportamento:

 


Tutto di un pezzo, la vostra energia naturale vi spinge frequentemente a desiderare di avere il primo posto ovunque arrivate, e senza la strana simpatia che emana dalla vostra persona, alcuni potrebbero a volte trovarvi arrogante. Lanciarsi testa in avanti non ha evidentemente che dei vantaggi.

A forza di coraggio e di movimento, potete anche sfracellarvi e brutalmente... dubitare. Di colpo, tutto il vostro coraggio, la vostra dirittura, il vostro entusiasmo e la vostra franchezza possono mutarsi in una certa aggressività, una rivolta ed una vulnerabilità che nessuno avrà mai sospettato prima. Grazie a Dio, il vostro lato istintivo e battagliero ma anche la vostra energia particolarmente abbondante non vi lasceranno senza risorsa a lungo ed il fuoco sacro che scorre nelle vostre vene vi rimetterà in sella per delle nuove cavalcate alla conquista di scopi tanto ambiziosi o gloriosi quanti rischiosi.

Nato sotto questo segno, siete coraggioso, franco, entusiasta, dinamico, molto rapido, estroverso, diretto, dimostrativo, caloroso, impulsivo, avventuriero, intrepido, combattivi, possedete un grande spirito di competizione, ma potete anche a volte essere ingenuo, dominatore, egocentrico, impaziente, imprudente, incosciente, pasticcione, infantile, collerico, temerario o primario.

Per voi, Jean-Julien, in amore, molto spesso, le vostre passioni sono potenti e varie e gli ostacoli, lungi dall'essere degli ostacoli per voi sono uno stimolo reale. Amate le vittorie rapide e la vostra vita amorosa è una sequela di conquiste e di rotture, la noia viene spesso ad interrompere nettamente la passione iniziale che vi faceva sollevare le montagne per vincere.

La vostra sessualità è potente e la vince sui vostri sentimenti. Spesso, vi sposate tardi o per capriccio, il che non vi impedisce di avere una vita amorosa ricca e varia. Avete in genere pochi figli.

 

 

La sua volontà e le sue motivazioni profonde:

 

Sentimentalmente, siete particolarmente sensibile ai valori dell'amicizia nel senso in cui percepite voi stessi come un anello di una catena, differente ed originale certo, ma il cui scopo non è di fare crescere il vostro ego ed affermarvi individualmente ma di immergervi attraverso i vostri contatti di amicizia e la vostra partecipazione nei progetti ed ideali di tutta la comunità umana.

Nato sotto questo segno, siete idealista, altruista, distaccato, indipendente, originale, sorprendente, dotato, contradittorio, innovatore, umanista, simpatico, amichevole, sicuro di voi, impassibile, calmo, intuitivo, creativo, caritatevole, inafferabile, sconcertante, generoso, tollerante, paradossale, non sopportate nessuna costrizione, ma potete anche essere marginale, rassegnato, distante, utopico, inadattato, eccentrico e freddo.

Siete, Jean-Julien, in amore, perfettamente irresistibile. Il vostro calore umano durante le riunioni di gruppo si trasforma molto presto in un atteggiamento distante e sobrio non appena vi trovate faccia a faccia il che può a volte giocarvi degli scherzi se non vi si conoscesse sotto un'altra luce. Il vostro rifiuto di parlare di voi che non è fastidioso in ogni circostanza è qui in mod evidente poco adatto.

Ma questa distanza e questa mancanza di emotività possono di colpo andar via per lasciar posto ad una vera relazione, i vostri stati d'animo essendo di solito piena di alti e bassi. La condizione per quest'ultimo casa è spesso di condividere con la vostra interlocutrice dei gusti comuni ed è per questa divergenza d'interesse per degli argomenti che vi interessano che la magia della relazione può infine prendere forma.

L'ideale d'altronde per voi è infine che la relazione di partenza sia già alla base un'amicizia profonda, sentimento per il quale siete per contro particolarmente adatto; in queste condizioni, impercettibilmente, l'amicizia può trasformarsi per il gioco della vicinanza in vero amore a cui infine vi abbandonerete.

Leale, fedele, sorprendente una volta che avete trovato l'anima sorella, siete infine più a vostro agio e potete perfettamente, se l'armonia con la vostra compagna è ricca, rimanere con lei tutta la vita. Sicuramente, avrete dei momenti che sembreranno strani ai suoi occhi, diventando impersonale ed anche freddo o distante, ma il vostro magnetismo naturale, il vostro dono per comunicare e giocare con le parole così abilmente faranno meraviglio nel riattaccare i pezzi.

Fuggendo i problemi che potrebbero portare delle complicazioni emotive o sentimentali, sconcertate spesso la vostra beneamata ed un periodo di adattamento sarà in generale necessario per essa: sparendo brutalmente per non dover gestire la vostra individualità troppo da vicino, riapparirete così rapidamente scusandovi con un'affascinante disinvoltura potendo di nuovo sconcertare!
Attratto dall'insolito e ciò che sfugge all'ordinario, la vostra immaginazione erotica può spesso essere immensa ed inesauribile; siete un tipo cerebrale e non potete separare l'aspetto fisico e sentimentale di un'intensa attività dalla vostra immaginazione, ciò che vi porta ad esplorare lucidamente tutte le possibilità che meglio vi convengono.

Siete sicuramente un'anima buona, Jean-Julien: apprezzate sopra ogni cosa affermarvi attraverso il canale dell'amicizia, quella vera, profonda e calorosa; niente vi gratifica di più che farvi accettare ed amare dagli amici e relazioni che voi avete scelto. Le attività collettive vi apportano delle grandi soddisfazioni ed è attraverso il contatto e la regolare frequentazione dei vostri colleghi di progetti che sarete capaci di dare il meglio di voi stesso: il vostro desiderio sincero di tessere dei legami di amicizia solidi durante le vostre diverse attività (non per forza di natura professionale) contribuisce favorevolmente ad aumentare il vostro carisma ed anche ad imporvi con un'autorità al contempo benevolente e disinteressata.

D'altronde gli altri non si fanno pregare per apportarvi il loro prezioso aiuto senza alcun timore perché percepiscono in voi qualcuno che non ricerca una qualsiaisi forma di potere o di dominio ma che non aspira che ad attirare la loro simpatia senza riserve mentali.

 

Così, appoggi e protezioni dei personaggi altolocati vi sono accordati senza parsimonia molto spesso durante il corso della vostra vita e vi permettono di condurre in porto i vostri diversi progetti, se possibile in un ambiente affettuoso e caloroso; infatti, l'isolamento non vi conviene affatto perché avreste l'impressione che gli sforzi che fareste non avrebbero nessun utilità; il vostro bisogno di riconoscimento e la vostra sete di calore sono troppo importanti perché possiate passare troppo tempo ad operare in solitudine. Idealista e troppo socievole, il lavoro in gruppo o la partecipazione a dei progetti umanitari, artistici o di utilità pubblica vi si addice a meraviglia.

 

A volte, rivalità e brighe possono influenzare le relazioni di amicizia che eppure pensate così stabili e solide: non si può certo piacere a tutti e in queste occasioni, non fatene soprattutto una malattia perché con la vostra natura così amabile, semplice e gradevole, trovereste molto ben altrove e molto presto degli amici più fedeli e certi che vi faranno dimenticare alcune delusioni.


 

La sua capacità d'azione:

 

 

 

Jean-Julien, siete una forza della natura ed eccellete spesso sul piano sportivo; avete sete di conquiste e vi lanciate delle sfide in modo quasi permanente. L'entusiasmo di cui fate prova in tutte le vostre imprese è perfettamente sostenuto dalle vostre concezioni morali ed un idealismo compatibile con i valori della società nella quale vivete. Pragmatico, intraprendente ma a volte un po' ingenuo, non vi preoccupate affatto dei dettagli e vi lanciate in grandi progetti diversi ed avventurosi in cui avete tutte le opportunità di giungere ai vostri obiettivi.

 

In alcuni casi più rari, potete canalizzare la vostra grande energia verso vie più filosofiche e persino anche spirituali o religiose in cui tutta la vostra foga farà egualmente meraviglia. Sul piano sessuale, il vostro ardore e la vostra spontaneità fanno meraviglia ed il pericolo risiede forse in una certa dispersione nella misura in cui potete dimenticare un po' ogni nozione di fedeltà, soprattutto nel corso dei vostri numerosi viaggi lontani di cui siete così appassionato. Jean-Julien, questa configurazione  atipica del vostro tema natale è una delle più complesse da descrivere in ragione della stessa natura della casa 8, casa di trasformazione, casa delle crisi sfocianti su una ricostruzione personale ma anche casa della sessualità, dei campi nascosti della conoscenza e dei beni favoriti, eredità, ecc.

 

Per di più, la casa 8 intensifica sempre le emozioni e genera rapidamente della passione nei campi considerati. Marte è qui dunque spesso dipendente, per la forma che assumerà il suo fiorire, dal resto del tema natale.

 

Così per non sbagliarsi, è più saggio parlare di una panoplia possibile di campi di attività di predilezione: la vostra energia può esercitarsi nei campi che hanno rapporto con le collocazioni finanziarie, le questioni legate alla morte, i possedimenti, la sessualità. O semplicemente, questa configurazione può apportarvi un accrescimento di emozioni riguardanti tutti questi campi un po' nascosti, accrescimento che può oppure non, manifestarsi con delle carte vincenti per la vostra vita in funzione delle altre caratteristiche del vostro tema.

 

Più di ogni altra configurazione, potete essere condotti a rinascere dalle vostre ceneri come la sfinge dopo una o più prove maggiori nella vostra vita, e ne avrete verosimilmente la forza ed il coraggio".

 

 

 

 

 

Sarà, credo, utile comparare ulteriormente queste indicazioni con quelle rappresentate in alcune opere dedicate a Julien Champagne e (o) Fulcanelli.

 

 

 

 

     
    

ARCHER

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo cardellini]

 

 

Post originale datato domenica 28 maggio 2006

 

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Astrologie de Champagne

 


 

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17 luglio 2011 7 17 /07 /luglio /2011 21:58

 

 

Julien Champagne al matraccio



Torniamo a Bourges, in compagnia di Fulcanelli e Julien Champagne. Riprendiamo, la strada dell'Hôtel Lallemant, e seguiamo la guida, quelal stessa di Il Mistero delle Cattedrali, atemporale: "Sul piano ricurvo, sulla soglia della scala, il guardiano,- di cui dobbiamo lodare la squisita affabilità, - spinge sulla nsota destra una piccola porta. È qui", egli ci dice, "che sta la cucina..."

 

In appoggio alla sua affermazione, il nostro cicerone indica un bassorilievo posto sulla mensola di una colonnina pensile, che raffigura un chierico che stringe il manico di un pestello.

 

È l'immagine di un cuoco del XVI secolo? Siamo scettici.

 

"In quanto al marmittone, conosciamo bene la coscienza, la cura,la preoccupazione per l'esattezza che apportavano gli illustratori di un tempo nella traduzione del loro pensiero per qualificare lo strumento che egli presenta al visitatore.

 

Non possiamo credere che l'artista abbia trascurato di rappresentare anche il mortaio, la sua controparte indispensabile.

 

D'altronde, la forma soltanto dell'utensile è caratteristico; ciò che regge la grottesca figurina in questione è in realtà un matraccio dal lungo collo, simile a quelli che impiegavano i nostri chimici, e che essi chiamano ancora palla, a causa del loro rigonfiamento sferico.

 

Infine, l'estremità del manico di questo supposto pestello è vuoto e tagliato a fischietto, il che prova che abbiamo a che fare con un utensile cavo, vaso o fiala".

 



 

La tavola XXX dell'edizione originale di Il Mistero delle Cattedrali, disegnata da Julien Champagne e così descritta da Fulcanelli, diventerà la fotografia XLI dell'edizione Pauvert, che qui sostituiamo con quella di una stampa del servizio dei Monumenti storici.

 

Ma lasciamo Fulcanelli proseguire il suo sviluppo sulla Nave della Grande Opera: "Questa nave indispensabile e molto segreta ha ricevuto dei nomi diversi, scelti in modo da confondere i profani, non soltanto dalla sua vera destinazione, ma anche dalla sua composizione. Gli Iniziati ci capiranno e sapranno di quale nave intendiamo partare. Generalmente, è chiamato uovo filosofico e Leone verte".


 Su questo Leone verde, Fulcanelli dirà nella stessa opera: "Il primo agente magnetico servendo a preparare il solvente, - che alcuni chiamano Alkaest, - è chiamato Leone verde, non tanto perché possiede una colorazione verde, quanto perché non ha affatto acquisito i caratteri minerali che distinguono chimicamente lo stato adulto dallo stato nascente. È un frutto verde e acerbo, comparato al frutto rosso e maturo".

 

 



"Quanto a noi", egli conclude, "vogliamo soprattutto ricordare che il laboratorio ed il vaso dell'Opera, il luogo dove lavora l'Adepto e quello in cui la natura agisce, sono le due certezze che colpiscono l'iniziato all'inizio della sua visita e fanno dell'Hôtel Lallemant una delle più seducenti e delle più rare dimore filosofali".

 

Il titolo della seconda opera di Fulcanelli, anch'essa illustrata da Julien Champagne, è così annunciato alla fine del primo libro di quest'autore. È vero che sembrerebbe del tutto difficile di primo acchitto nominare cattedrale questo misterioso sito.


Eppure...

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ARCHER

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

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Julien Champagne au matras

 

 

 

Post originale datato giovedì 25 maggio 2006

 

 

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17 giugno 2011 5 17 /06 /giugno /2011 19:24
Champagne e l'arcangelo


 

 

 

 

 


Prima di Pierre Dujols, il primo proprietario e fondatore di "La Librairie du Merveilleux" fu Lucien Chamuel.

Chamuel è infatti lo pseudonimo di Mauchel, senza dubbio scelto in quanto anagramma del nome di un arcangelo, Chamuel o a volte Chaumel, tra gli altri.

 

Quest'arcangelo è quello che cerca Dio o che vede Dio; spesso associato alla carità ed all'amore divino, è il guardiano delle vie.

 

Sappiamo poche cose su Chamuel, in particolare ignoriamo sino ad oggi il suo anno di nascita. Aveva pochi anni più di Paul Sédir (pseudonimo di Yvon Le Loup, 1871-1926), su cui torneremo più avanti, e dunque è potuto nascere negli anni 60 del XIX secolo.

 

 Morto nel 1936, Lucien era originario della Vandea. Dopo degli studi di diritto, venne a risiedere a Parigi dove divenne un discepolo di Papus (Gérard Encausse, 1865-1916).


Sin dalla fondazione da parte di quest'ultimo dell'ordine matinista, nel 1887, sembra aver fatto parte del gruppo dirigente. L'anno seguente è quello della creazione della Librairie du Merveilleux, al 29 di rue de Trévise, sempre nell'orbita di Papus.



Simultaneamente, quando compare il primo numero della loro rivista "L'Initiation", di cui Chamuel è il segretario, entra, come Papus, nell'Ordine cabalistico della Rosa-Croce di Stanislas de Guaïta (1860-1898), allo stesso tempo degli scrittori Joséphin Péladan (1859-1918), Maurice Barrès (1862-1923), August Stindberg (1849-1912) e dell'iperchimico François Jollivet-Castelot (1868-1937).

Nel 1890, Jules Doinel (1842-1903) raggiunge l'ordine martinista, e crea la chiesa gnostica, alla quale aderiscono Papus e Chamuel. Lo stesso anno, quest'ultimi lanciano la rivista "Le Voile d'Isis". Nel 1892 Chamuel diventa "vescovo" della chiesa gnostica, incaricato della diocesi di Saintes e La Rochelle, e adotta a questo scopo il patronimico Tau Bardesane.

Lucien prosegue simultaneamente le sue attività di libraio, nel 1895 al 79 faubourg Poissonnière, poi nel 1896-1898 al 5 rue de Savoie. Sembra aver venduto la Librairie du Merveilleux nel 1901, ed essersi progressivamente dedicato al suo mestiere di editore.

Chamuel non rinuncia tuttavia alle sue attività spirituali; nel 1920 sarebbe stato gran maestro dell'Ordine della Rosa-Croce, e nel 1932 ancora, alcuni anni prima del suo decesso, patriarca della chiesa gnostica.

 


L'editore Lucien Chamuel si è mostrato particolarmente eclettico, come testimoniano le due copertine riprodotte sopra e sotto il presente testo. Non ha pubblicato soltanto opere esoteriche. Tuttavia, queste ultime figurano al primo posto nelle sue pubblicazioni, anche se si mette da parte la sua edizione Léon Bloy devant les cochons del 1894.

 

Léon Bloy (1846-1917) era soprattutto un mistico.

 

Oltre ai suoi amici Papus, Barrès, Péladan, Guaïta, Sédir, Chamuel editerà anche, tra gli altri: Il Libro degli Spledori di Eliphas Lévi (1894), Il Trattato delle Cause Profonde di Jean Trithème (1897), e il Quadro naturale dei rapporti che esistono tra Dio, l'Uomo e l'Universo di Louis-Claude de Saint-Martin (1900), il padre del martinismo.

Troviamo ben inteso Chamuel particolarmente presente in alchimia: pubblica così di Ruggero Bacone Le Lettere sui Prodigi della Natura e dell'Arte, commentata da Albert Poisson (1893), l'anonimo Tripied del Vitriol Filosofico e della sua preparazione (1896), e di San Tommaso d'Aquino il Trattato della Pietra Filosofale (1898).



Al contrario, non è certo che Lucien Chamuel abbia mai scritto alcun libro. Poeta ai suoi tempi, dedicò a Papus dei versi intitolati L'Initiation, che Arnaud de l'Estoile cita in parte nel suo Papus qui suis-je? (Pardès, 2006):
 

 

 

Jeune et nouveau lecteur au grand livre du monde,
Un jour j'ai renconté Papus sur mon chemin;
Papus m'a révélé la science féconde
Qui fait prendre en pitié tout le savoir humain...

Puis tu m'initias à la Science Occulte;
Convaincu par ta voix mâle et pleine d'ardeur,
Bientôt je partageai pour elle tout ton culte
Et je me fis partout son zélé défenseur.

Chaque entretien nouveau me dissipait une ombre;
Je crus à l'alchimie, aux symboles, à l'or
Je connus le karma, le ternaire et le nombre
De l'antique savoir j'admirai le trésor.

Merci donc, cher Papus, merci de la lumière
Eclatante dont tu frappas mes yeux. Aussi,
Ma gratitude s'attache à toi comme un lierre.
Aujourd'hui pour toujours, je répète merci.*

 

 

 

La scomparsa di Papus, nel 1916, è stata senz'altro per il suo discepolo e amico un colpo notevole.

Nous sapiamo sinora con certezza se Julien Champagne ha conosciuto Lucien Chamuel, il cui nome non compare né all'Index Fulcanelli, né all'Index Canseliet, al contrario di quello del suo amico Pierre Dujols.

Ma è molto probabile, se ci si ricorda, che 1) secondo Geneviève Dubois il maestro in alchimia Champagne, Gaboriau, era un intimo di Papus, e 2), che Champagne fu sino al 1900 allievo alla Scuola delle Belle Arti. Egli ha dunque dovuto sin da quest'epoca frequentare le librerie esoteriche, quella di Chamuel e Dujols, come quella dei Chacornac.

"A diciasette anni, benché allievo alla Scuola delle Belle Arti", Julien Champagne studiava già i vecchi maestri", diceva Robert Ambelain.


 

L'incontro tra Chamuel e Champagne, se esso ha avuto luogo, è senz'altro somigliato a quello dello scrittore Sédir, allora dell'età di diciannove anni, con Papus e Chamuel, incontro avvenuto nel 1889 e che Philippe Encausse descrive nel suo libro sul maestro Philippe de Lyon (Editions Traditionnelles, 2003).

"Ecco come Victor-Emile Michelet racconta questo primo incontro: mi trovavo, una sera, nella famosa bottega di rue de Trévise dove regnava il buon Chamuel, quando si presentò un giovane magro e lento che dichiarò a bruciapelo: -Eccomi. Voglio fare dell'occultismo..."

 

Papus affidò ben presto al neofita la cura di tenere in ordine la preziosa biblioteca costituita.

 

E Philippe Encausse prosegue così: "Questa bottega al numero 29 di rue de Trévise in cui Chamuel aveva a quell'epoca la sua casa editrice, chiamata "Librairie du Merveilleux", che egli aveva fondato con Papus, era allora il punto d'incontro di tutti coloro che si interessavano all'ermetismo".

 

Egli aggiunge infine: "Di fronte a Papus in effervescenza, si vedva, in questo ritiro di rue de Trévise in cui Sédir faceva il suo ingresso, Lucien Chamuel, calmo, accogliente, che metteva a disposizione di questiappassionati di scienza, grandi agitatori di idee, i consigli della sua esperienza di realizzatore, i tesori delle sue conoscenze teoriche e pratiche".

 

Chamuel testomoniò immediatamente una grande amicizia a Sédir. Quando la sua casa editrice fu trasferita al numero 5 di rue de Savoie, è lui che editò i suoi primi articoli ed opere, dal 1894 al 1898. Gli aveva anche riservato una camera al numero 4 di rue de Savoie, nel suo appartamento personale.

Chamuel, o la carità.

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

*

Giovane e nuovo lettore del gran libro del mondo,

Un giorno ho incontrato Papus sul mio cammino;

Papus mi ha rivelato la scienza feconda

Che fa prendere in pietà il sapere umano...

 

Poi tu mi iniziasti alla Scienza Occulta;

Convinto dalla tua voce virile e piena d'ardore,

Presto condivisi per essa tutto il tuo culto

E mi feci ovunque il suo zelante difensore.

 

Ogni nuovo colloquio mi dissipava un'ombra;
Credetti all'alchimia, ai simboli, all'oro

Conobbi il karma, il ternario ed il numero

Dell'antico sapere ammirai il tesoro.

 

Grazie dunque, caro Papus, grazie per la luce

brillante con cui colpisti i miei occhi. Anche,

La mia gratutudine si attacca a te come un'edera.

Oggi per sempre, ripeto grazie.

 

 

 

 

  
 

ARCHER

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

Post originale datato giovedì 25 maggio 2006

 

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CHAMPAGNE ET L'ARCHANGE

 

 

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6 maggio 2011 5 06 /05 /maggio /2011 08:00
Julien Champagne dans pierre

champagne-dans-pierre.jpg

Non abbiamo certo finito con i principali luoghi fulcanelliani dell'avventura di Julien Champagne: Parigi, Amiens, Bourges, ma anche molti altri.

Dopo la celebrazione in Arles di San Costantino, vorrei riparare, o piuttosto cominciare a riparare, una "dimanticanza" provvisoria di una grande dimore filosofale di provincia, ampiamente celebrata in Le Dimore Filosofali di Fulcanelli.

 

Voglio parlare qui di Dampierre sur Boutonne, che abbiamo evocato in un solo post, quello del 26 febbraio 2006.


 

 

Chi era Léon Vincent, di cui vi propongo qui sotto una parte del castello di Dampierre, realizzata nel 1892? Nato nel 1866, deceduto nel 1921, egli fu, come Julien Champagne allievo della Scuola delle Belle Arti (promozione 1885 secondo alcune fonti, nel 1898, secondo altre). Originario del Finisterre, e diventato architetto in capo dei Monumenti Storici, si specializzò tardi nell'arte monumentale della Bretagna, quella di Nantes in particolare, ma fu anche restauratore di Hennebont. Questo nobile viaggiatore soggiornò anche in altre  province, come la Corsica (1888). Il suo secondo nome? Pierre.


Per Louis Audiat (1833-1903), storico di Bernard Palissy nei suoi rapporti con l'alchimia (1868), ed autore di una Epigraphie santone et aunisienne [Epigrafia santone e aunisienne], del 1870, il castello di Dampierre "è una vera depravazione di enigmi, di sentenze, di adagi e di proverbi. Sembrerebbe che l'autore abbia voluto rivaleggiare con gli emblemi di Alciat, o metetre, nel 1535, sulla pietra, le Devises héroïques [Insegne eroiche], che Claude Paradin, canonico di Beaujeu, doveva stampare nel 1557. La galleria, molto notevole, ha una volta divisa in un gran numero di cassoni, di cui ognuno mostra un'immagine, di solito accompagnata da una scritta".

 

È in questa galleria del primo piano, disegnata da Julien Champagne, che deve evidentemente essere esaminata qui più in dettaglio.




La tavola XXIV dell'edizione originale di Le Dimore Filosofali di Fulcanelli è precisamente dedicata a questa"alta galleria", ed è sostituita nella riedizione Pauvert da una riproduzione fotografica (tavola XXVI).

 

Eccone la presentazione di Fulcanelli: "La galleria alta, il cui soffitto è così curiosamente ornato, occupa tutta la lunghezza dell'edificio eretto tra le torri. Riceve luce da cinque campate che separano delle colonne tozze, munite, all'interno, di supporti sporgenti che ricevono i prolungamenti degli archi. Due finestre a montanti diritti ed architravi rettilinei si aprono alle estremità di questa galleria. Delle nervature trasversaliriprendono la forma appiattita delle campate e sono tagliate da due nervature longitudinali parallele, che determinano così l'inquadramento dei cassoni che sono l'oggetto del nostro studio".

 

Fulcanelli aggiunge poco dopo: "Le figure di Dampierre non sarebbero mai state pubblicate totalmente. Tuttavia, ne esiste una riproduzione disegnata dall'originale e conservata al museo di Saintes. È a questo disegno che, per certi motivi imprecisi, abbiamo fatto ricorso, allo scopo di rendere la nostra descrizione quanto più completa":

 

Domanda: Dov'è attualmente questa riproduzione disegnata, e chi ne fu l'autore? Forse Jules Robuchon, autore di questa fotografia effettuata nel 1865, tratta dai suoi Paysages et monuments du Poitou:



ARCHER 

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

Post originale datato: Domenica 21 maggio 2006

 

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21 aprile 2011 4 21 /04 /aprile /2011 11:46
L'Arlesiana di Champagne




Come è noto l'Arlesiana, è quella innamorata focosa che se ne va e poi ritorna, in Julien Clerc.

 Voglio riparlare ora del famoso Finis Gloriae Mundi, il terzo libro non pubblicato da Fulcanelli, già citato. Sappiamo già che è probabile che Julien Champagne abbia lavorato alle sue illustrazioni.


Eccone ora una prova, o se preferite una quasi prova, che vi propongo di andare a cercare in un primo tempo in un numero della rivista di Paul Le Cour e Jacques d'Arès, "Atlantis", numero dedicato alla "memoria vivente" (secondo l'espressione di Stanislas Klossowski de Rola) del discepolo di Fulcanelli, e amico di Julien Champagne, Eugène Canseliet.

 

 



In questo numero di Atlantis, Lucien Gérardin ha scritto un articolo intitolato "In ricordo" (di Eugène Canseliet).

 

Lucien Gérardin, ingegnere elettronico di formazione, si è interessato molto presto all'alchimia ed ha nel 1972 pubblicato un libro su questo soggetto: L'alchimia, tradizione ed attualità (Bibliothèque de l'irrationnel, collezione diretta da Louis Pauwels).

 

In Le feu du soleil, Eugène Canseliet lo ha severamente qualificato come "giornalista" dell'alchimia.

 

Quindi se si deve credere a Lucien Gérardin, le sue relazioni con "il maestro di Savignies" sono state precoci, ed il loro primo incontro risalirebbe al 1952.

 

Resta il fatto che, nel suo articolo citato sopra, Lucien Gérardin si chiede se è certo che il Finis Gloriae Mundi, che ricordiamolo fu ritirato da Fulcanelli dai dossier consegnati a scopo redazionale ad Eugène Canseliet, sia sparito per sempre.

 

Forse, egli aggiunge, il diario non pubblicato da Eugène Canseliet contiene a questo proposito alcune informazioni. E precisa: "Ad ogni modo, quest'opera era anch'essa illustrata da Jean Julien Champagne; Eugène Canseliet ha pubblicato un'illustrazione a questo proposito in una riedizione delle opere di Fulcanelli. Eccone un'altra, inedita:"

 

 



Lucien Gérardin non fornisce alcun dettaglio sull'origine di questo documento, manifestamente firmato da Julien Champagne (anche se la fotografia è proposta all'incontrario), né sulla localizzazione della scena rappresentata.

 

Bisognerà aspettare la pubblicazione da parte dalla Archimed Diffusion del CD-ROM dedicato a Fulcanelli: La chronique d'un mystère annoncé [La cronaca di un mistero annunciato], nel 2000, per saperne di più.

 

Siamo informati che un capitolo del Finis Gloriae Mundi doveva essere intitolato Le labarum de Constantin [Il labarum di Costantino], ed illustrato in questo disegno, e che il modello dell'illustratore Julien Champagne gli è stato fornito   dalla tomba dell'imperatore Costantino... ad Arles.

 

Ecco una foto di questa tomba:

 

 


Questa volta, la foto è presa al diritto...

 

Questa tomba o sarcofago romano è effettivamente a volte detto di Costantino II (nato ad Arles, 314-340, da distinguere da suo padre Costantino I, 227-337).

 

È stato a volte riprodotto, e lo si trova in alcune incisioni, da cui da un raro disegno del XIX secolo, possiamo contemplare un altro lato del sarcofago.

 

L'incisione qui sotto, che ne testimonia, è tratta dall'opera do Abel Hugo (1798-1855), fratello maggiore di Victor Hugo, intitolata La France pittoresque [La Francia pittoresca], del 1835, che inizia così: "La conoscenza completa delle bellezze pittoresche, delle curiosità naturali, delle ricchezze territoriali della Francia, deve essere davvero una fonte di giusto e nobile orgoglio per un Francese".

 



Poiché ci stiamo occupando del labaro diCostantino, come non ricordarci, infine, con Archimed Diffusion, della citazione seguente tratta da Il Mistero delle Cattedrali di Fulcanelli: "Non dimentichiamo che intorno alla croce luminosa vista in sogno da Costantino appaiono queste parole profetiche che egli riprodusse sul suo labarum: -In Hoc Signo Vinces; con questo segno vincerai. Ricordatevi anche, alchimisti fratelli miei, che la croce reca l'impronta dei tre chiodi che servirono ad imolare il Cristo-materia, immagine delle tre purificazioni attraverso il ferro ed il fuoco".


 

In Hoc Signo Vinces: questa frase compare anche alla Neuville Vault, sulla tomba di Eugène Canseliet.

 





ARCHER

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

Post originale datato Sabato 20 maggio 2006

 

 

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ARLESIENNE DE CHAMPAGNE

 

 

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14 marzo 2011 1 14 /03 /marzo /2011 09:30

 

Julien Champagne ed il solvente universale



Ritorniamo in cielo, o ridiscendiamo sulla terra, la qual cosa in alchimia è la stessa cosa, e ritroviamo Julien Champagne al portico centrale di Notre Dame de Paris.

 

La tavola VI dell'edizione di Il Mistero delle Cattedrali di Fulcanelli contiene due medaglioni, uno a sinistra intitolato La Salamandra - Calcinazione, e a destra il secondo chiamato Preparazione del Solvente Universale.

 

Questi medaglioni sono, nell'edizione Pauvert del 1964 (terza edizione dell'opera) l'oggetto di fotografie e portano rispettivamente i numeri VIII e IX.

 
 

Abbiamo già affrontato la salamandra in un precedente post, dedicato all'hotel del Bourgtheroulde a Rouen (Champagne e la salamandra).

 

Ecco cosa Fulcanelli ne dice questa volta: "Una donna, dai lunghi capelli mossi come se fossero delle fiamme, viene poi. Essa personifica la Calcinazione, comprime sul suo petto il disco della Salamandra" che vive nel fuoco e si nutre di fuoco. Questa lucertola favolosa non designa altra cosa che il sale centrale, incombustibile e fisso, che conserva la sua natura sin nelle ceneri dei metalli calcinati, e che gli Antichi hanno chiamato Seme metallico. Nella violenza dell'azione ignea, le parti combustibili del corpo si distruggono; soltanto le parti pure, inalterabili, resistono e, benché molto fisse, possono estrarsi per lisciviazione".

 

Ma il nostro Adepto aggiunge subito, perché aveva detto troppo, che si tratta qui dell'espressione spagirica della calcinazione, e che bisogna distinguere tra la calcinazione volgare dei laboratori chimici, e quella che l'Iniziato opera nel gabinetto dei filosofi.

 

Egli tornerà più in là in Il Mistero delle Cattedrali sul tema della salamandra, a proposito della lotta singolare dei corpi chimici, la cui combinazione procura il solvente segreto, e che è soprattutto illustrato con il combattimento della remora e della salamandra descritto dal "filosofo ermatico" Cyrano De Bergerac.

 

Fulcanelli aggiunge nel suo libro che scopriremo presto altre figure riportandoci sia alla fabbricazione, sia alle qualità di questo fuoco segreto chiuso in un acqua, che costituisce il solvente universale.

 

"Ora, egli precisa subito, la materia che serve a prepararlo è precisamente oggetto del quarto motivo: un uomo espone l'immagine dell'Ariete e regge, con la destra, un oggetto che è sfortunatamente impossibile a determinarsi oggi.

 

È un minerale, un frammento di attributo, un utensile o un pezzo di stoffa? Non lo sappiamo. Il tempo ed il vandalismo sono passati su di esso.

 

Tuttavia, l'Ariete rimane, e l'uomo, geroglifico del principio metallico maschile, ne presenta la forma. Ciò ci aiuta a capire le parole di Pernety: "Gli Adepti dicono che essi traggono il loro acciao da ventre di Aries, e chiamano anche quest'acciaio la loro amante".

 

Ci sarebbe senz'altro ancora molte cose da dire, in Julien, sul solvente universale, che è secondo ogni verosimilianza uno dei segreti della Grande Opera.

 

Ma preferisco, e spero che siate d'accordo, lasciare su questo soggetto l'ultima parola a Fulcanelli, che sempre in I Misteri delle Cattedrali, conclude così: "Il Mercurio volgare, privo di agente proprio, potrebbe diventare un'acqua utile all'Opera. Il servus fugitivus di cui abbiamo bisogno è un'acqua minerale e metallica, solida, fragile, avente l'aspetto di una pietra e che si liquefa molto facilmente. È quest'acqua coagulata sotto forma di massa pietrosa che è l'Alkaest ed il Dissolvente universale".

 




 

ARCHER

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

Post originale datato domenica 14 maggio 2006

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Presentazione

  • : Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • : Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
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