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31 marzo 2014 1 31 /03 /marzo /2014 07:00

Julien Champagne e il servus fugitivus

servus01.jpg

La tavola XII dell'edizione originale di I Misteri delle cattedrali di Fulcanelli, è di nuovo dedicata a due medaglioni del portico centrale della cattedrale di Notre Dame di Parigi.

Nell'edizione Pauvert, i disegni di "Hubert" sono stati sostituiti da due fotografie separate, che portano rispettivamente i numeri XX e XXI.

Le didascalie delle fotografie rimangono le stesse nelle due versioni del libro; il bassorilievo di sinistra è quello della Conoscenza dei Pesi, quello di destra è chiamato La Regina abbatte il Mercurio, Servus Fugitivus.

Notiamo di sfuggita che qui ancora le denominazioni moralizzanti da catechisti in quanto pessimi insegnanti esoterici restano senza dubbio più semplici, ma non fanno sognare.

Per uno spettatore non avvertito, voglio ammettere che il termine "durezza" possa quasi istintivamente applicarsi al medaglione di destra; ma per vedere nella sua appendice di sinistra una rappresentazione della "lussuria", bisogna come dice l'altro alzarsi presto.

servus02.jpg

Hervé Delboy lo ha capito, e ne approfitto per segnalare di nuovo il suo sito, eccellente sotto tutti i punti di vista e che costituisce per il ricercatore una miniera inesauribile.

Per quel che riguarda questo primo bassorilievo, il commento di Fulcanelli è il seguente: "Ecco ora l'allegoria del peso della natura: l'alchimista ritira il velo che avvolgeva la bilancia". Ammetterete che questa spiegazione sembra imporsi con più evidenza della precedente. Per cui il detto alchimista non è forzatamente il dolce sognatore come lo si è a volte dipinto. Ahimè, le cose si complicano presto, perché i segreti dei pesi sono tra i meglio custoditi dalla scienza alchemica.Il mercurio filosofico", precisa tuttavia Fulcanelli, "risulta dall'assorbimento di una certa parte di zolfo da parte di una quantità determinata di mercurio; è dunque responsabile di conoscere esattamente le reciproche proporzioni dei componenti".

Ho parlato dei segreti dei pesi, perché ci sono il peso di natura e i pesi dell'arte, nettamente distinti gli uni dagli altri da Fulcanelli nelle sue Le Dimore Filosofali, al capitolo dedicato alla cattedrale di Nantes (Le guardie del corpo di Francesco II).

Per restare al peso di natura, Fulcanelli valuta che esso di riferisce alle proporzioni relative dei componenti di un dato corpo: "Se è questione di valori quantitativi all'interno di una combinazione sintetica e radicale, - come quella dello zolfo e del mercurio principio unito nel mercurio filosofico, - è il peso di natura che è allora considerato... Il peso di natura è sempre ignorato, anche dai più grandi maestri. È questo un mistero che riguarda soltanto Dio e di cui l'intellegibilità rimane inaccessibile all'uomo. L'Opera inizia e si compie con i pesi dell'arte... Ma, tra queste estremità, l'artista non ha affatto da servirsi della bilancia, poiché il peso di natura interviene da solo...".

Detto altrimenti, il peso di natura è essenzialmente variabile, ed è sottoposto, aggiunge Fulcanelli, alle qualità, naturali o acquisite, dell'agente così come del soggetto iniziale. Il velo rappresentato su questo medaglione non potrà dunque essere sollevato che dalla pratica e dall'operatore stesso.

servus03.jpg

Eccezionalmente, Fulcanelli sembra stabilire un legame tra i due medaglioni qui presentati, Sfortunatamente, ai segreti dei pesi succedono immediatamente quelli dei mercuri. Ecco la descrizione del nostro autore del secondo bassorilievo:

"Una regina, seduta su un trono, rovescia con un colpo del piede il valetto che, con una coppa in mano, viene ad offrile i suoi servizi". Anche qui, la scena rappresentata appare scrupolosamente evocata.

Ma ecco, l'irritazione della regina è giustificata dal fatto che il suo valletto le presenta una bevanda che non è quella da lei desiderata. Notiamo che il superiore sta per abbattere l'inferiore.

Vi sono diversi mercuri, e il mercurio iniziale, quello dei filosofi, non è senz'altro il mercurio comune.

"Il discepolo," sviluppa Fulcanelli al capitolo "Le grimoire du chateau de Dampierre" nelle sue Le Dimore filosofali, rappresenta il primo mercurio, di qualità fredda e passiva, che alcuni denominano fedele e leale servitore, e altri, per via della sua volatilità, servus fugitivus, lo schiavo fuggitivo".

Il maestro, o la regina, è lo zolfo attivo del metallo dissolto, afferma. E il valletto o mercurio della dissoluzione, mi chiederete?
 

Ritorniamo al Mistero: "Il servus fugitivus di cui abbiamo bisogno è un'acqua minerale e metallica, solida, fragile, che ha l'aspetto di una pietra e di facile liquefazione. È quell'acqua coagulata sotto forma di massa pietrosa che è l'Alkaest e il Solvente universale".

Ammiriamo per terminare la vetrata corrispondentre a questo motivo del servus fugitivus:


servus04.jpg

 

ARCHER

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

Julien Champagne et le servus fugitivus

 

© JULIEN CHAMPAGNE

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  • : Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • : Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
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