Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
22 novembre 2012 4 22 /11 /novembre /2012 07:00

Champagne serafico

serafico01.jpgChampagne serafico, o da Julien Champagne a Bernard Chauvière. È con un piacere di cui desidero farvi partecipi che torno ora sul mio post del 26 febbraio 2006, Julien Champagne e Cimiez.

Vi menzionavo già il nome di Bernard Chauvière, e il titolo della sua sola opera apparso sino ad oggi, Parcours alchimique à l'usage d'un opératif [Percorsi alchemici ad uso di un operativo], Liber Mirabilis, Londra, 2000.

serafico7.jpg

 

 

Prefatto da Roger Bourguignon, il suo libro pubblicato da Jean-Marc Savary è allo stesso tempo, secondo il prefatore, un omaggio "al nostro vecchio amico comune deceduto: Eugène Canseliet" e "al suo maestro scomparso nel tempo con lo pseudonimo di Fulcanelli".

Roger Bourguignon aggiunge queste parole: "Doratore di mestiere, Bernard possiede il dono di disegnare e dipingere".

Si potrà verificare l'esattezza di questa asserzione a condizione di aprire questo libro, perché Roger non manca anche di citare queste parole forti di Ulug Bek (Madrassa di Bukhara): "La benedizione del Profeta sia aperta a coloro che possiedono la saggezza dei libri".
serafico03.jpg

È così che potremo allora ritrovare la Sophia del medaglione installato ul pilastro che separa il portale del giudizio a Notre Dame de Paris, e paragonare il tratto lassico di un Champagne precursore, già commentato nl post del 5 febbraio 2006 (Julien Champagne disegna l'alchimia), con quello più rozzo e contemporaneo, di Bernard Chauvière.

 

Chauvière ha infatti consacrato l'essenziale del suo scritto alla croce serafica del monastero di Cimiez. In questo punto della sua opera, egli osserva, trattando di questa croce: "A cet endroit de son oeuvre, il observe, s'agissant de cette croix: "Tre personaggi reggono con la mano sinistra un libro chiuso sull'esempio di Louis de Toulouse... I tre libri chiusi esprimono la materia prima dell'opera estratta dal suo giacimento minerario e che, in seguito a tre reiterazioni, diventa allora filosofica. Essa è così simbolizzata attraverso il libro aperto".

 

Per tornare a Cimiez, Bernard Chauvière ci conferma subito nella nostra impressione iniziale: "Eugène Canseliet ci disse  che è nel 1917, quando era molto giovane e risiedeva a Aix-en-Provence, che si recò in compagnia di Fulcanelli al monastero di Cimiez".

 

Egli prosegue così: "All'esterno, e presso la chiesa, si trovava allora una colonna a tortiglione dimarmo bianco, che regge sul suo capitello una crocemsulla quale era crocifisso un serafino. Ciò suscitò presso l'adepto contemporaneo un vivo interesse. Julien Champagne ne fece un disegno".

serafico04.jpg

Bernard Chauvière descrive così quest'angelo: "Sul lato a mezzogiorno, al centro, si presenta il serafino. È munito di tre paia di ali, di cui due sono dispiegate lungo le braccia laterali della croce. Il terzo paio ripiegato a forma di X, ricopre le gambe del crocefisso".

 

Secondo lui, il significato di quest'emblema è molteplice.

 

"Esotericamente, ci ricorda la stigmatizzazione di san Francesco d'Assisi, che fu in seguito ammesso presso il creatore sotto le sembianze di un serafino. Esotericamente, rappresenta la parte seconda della grande opera, chiamata dagli autori antichi: antiche sublimazioni".

 

E precisare : "Il fuoco racchiuso nella terra, questa particella mondata, questa energia, il serafino della croce di Cimiez ce lo ricorda, dalla disposizione delle sue due ali ripiegate a forma di X, che ricoprono le sue gambe".

 

serafico8.jpg

 


A queste sublimazioni o aquile, Eugène Canseliet ha dedicato tutto un capitolo della sua Alchimie expliquée (Pauvert, 1972).

Eccone un brano che mi sembra significativo: "Tra le due parti, salina e mercuriale, in perfetta fusione, l'una sopra l'altra, la trasmissione spirituale è assicurata. La terra penetrata a sufficienza, libera il suo zolfo o, se si vuole, il suo spirito che passa nelbagno di mercurio soggiacente, in conseguenza di questa proprietà, che possiede il dissolvente filosofico, di attirare a sé, come una calamita, tutto ciò che è spirituale".

 

E di menzionare anch'egli, nello stesso capitolo, la visita fatta con Fulcanelli al monastero di Cimiez.

Su questo monastero, vorrei segnalare qui, di passaggio, la tesi recente di Virginie Malbouires: Les emblèmes du monastère franciscain de Cimiez à Nice, ANRT, 1996.

Studio serio, benché convenzionale nella sua prudenza molto universitaria, e che senza concludere al possibile carattere alchemico dei detti emblemi.

Ma ho saputo che un nuovo libro su questo argomento, scritto da un alchimista della scuola di Fulcanelli e di Eugène Canseliet, ci permetterà presto di attualizzare e di precisare quello di Séverin Batfroi: Alchimiques métamorphoses du mercure universel, Guy Trédaniel, 1977, già dedicato a Cimiez...
serafico5.jpg Aspettando, lasciamo la parola finale a Roger Bourguignon, a cui alcuni mesi prima la sua scomparsa, Eugène Canseliet confidò: "Caro Roger, non avrei cercato la pietra filosofale per più di cinquanta anni, se non avessi visto con i miei occhi la riuscita di Fulcanelli. Non sono tuttavia un vecchio rimbambito. Credetemi, Roger, è il solo scopo valido su questa terra. Non ve ne sono altri!". 


serafico6.gif

 

 

 


 

 

ARCHER

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

Champagne séraphique

 

 

© JULIEN CHAMPAGNE

Condividi post

Repost 0

commenti

Presentazione

  • : Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • : Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
  • Contatti

Link