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30 giugno 2015 2 30 /06 /giugno /2015 07:00

CHAMPAGNE E LARCHANT


Cosy Ray ci propone di nuovo due tele enigmatiche, d'autore e d'epoca non precisata, e di cui il carattere ermetico può, ancora, sembrare probabile.

Ecco cosa ne dice, e vi invito a cercare come me di esercitare su questi dipinti tutta la vostra sagacità:

"La seconda s'intitola "la follia vittoriosa" e la prima "Venticello di follia su Saint Mathurin de Larchant".

Larchant in cui durante il medioevo si svolgeva uno strano pellegrinaggio, che continuò sino ai nostri tempi il primo lunedì di Pentecoste".

"I pellegrini venivano a pregare San Mathurin che, nato a Larchant, vi aveva la sua sepoltura sin dal III secolo molto probabilmente.

Essi gli chiedevano la guarigione da ogni malattia mentale che il medioevo attribuiva alla possessione demoniaca.

San Mathurin, più potente del demonio, lo obbligava a lasciare i poveri corpi che essi possedevano e martirizzavano. Si pretende, ma è pura calunnia che ho paura a riportare, che il buon santo riportava sulla retta via le pessime donne, e che, per via di questo, la sua clientela era molto numerosa".

(Eugène Thoison, L'église de Larchant, 1896)".

Devo confessare a questo punto che le mie ricerche a partire da questi elementi tuttavia sostanziali non hanno affatto portato alcun frutto.

Dopo aver tuttavia fatto notare che l'ortografia di thoison è un'antica versione della parola toson (toison), come nell'ordine del toson d'oro, e che questo Thoison (1846-1910), che ha concentrato una buona parte delle sue ricerche sul vecchio Gâtanais, doveva come Eugène Canseliet essere una persona "bennata", non ho più che due osservazioni da fare.

Saint Mathurin era un santo del Basso Impero, un santo taumaturgo che per di più è, dimenticato sino al IX-X secolo, epoca in cui fu riscoperto.


Nell'XI secolo, il capitolo di Notre Dame de Paris decise di far edificare a Larchant (Seine et Marne) una chiesa che sarebbe stata costruita con la stessa pianta della cattedrale parigina.

Infine, due punti mi sembrano dover essere ancora posti in evidenza. Innanzitutto, ci si può chiedere se questi vento di follia che ha colpito e colpisce sempre Larchant possa essere un vento (vent) - o un van - chimico.

Mi sembra che la risposta potrebbe essere affermativa, se ci si riferisce al Fulcanelli di Le Dimore Fiolosofali, illustrato da Julien Champagne, al capitolo intitolato "L'homme des bois" [L'uomo dei boschi].

"Mercurio appare sotto l'aspetto di un giullare. Lo si vede, mentre indossa un cappuccio da pellegrino da cui spuntano due lunghe orecchie, e regge un caduceo a mo' di scettro...

Il mercurio, chiamato pazzo della Grande Opera, a causa della sua incostanza e della sua volatilità, vede il suo significato confermato nella prima lama del Tarocco, intitolata il Matto o l'Alchimista".



 

Ite missa est, Deo gratias!

Riveliamo infine il fatto che Larchant ha ispirato molti artisti, pittori e disegnatori, tra cui Théodore Rousseau (1812-1867), Balthus (1908-2001), parente de l'alchimista Stanislas Klossowski di Rola, nel 1939, e la nostra contemporanea Anne-Marie Besnard, di cui riproduciamo una veduta della chiesa di Larchant con "Glicini", che ricordano la Svizzera romanda



ARCHER

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

© JULIEN CHAMPAGNE

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  • : Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • : Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
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