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26 gennaio 2010 2 26 /01 /gennaio /2010 16:55



Champagne all'Hotel Lallemant




Meno conosciuto del palazzo Jacques Coeur, al quale abbiamo già fatto visita, L'hotel Lallemand di Bourges è tuttavia anch'esso una delle dimore filosofali di questa città che, allo stesso modo di Laon, fu una capitale del regno di Francia.

Erede di una vecchia famiglia proveniente d'oltre-Reno, la cui presenza presso des Berruyers è attestata sin dal XIII secolo, Jean Lallemant, il cui padre Guillaume era incaricato di approvigionare in libri la biblioteca di Carlo VI, diviene alla metà del XV secolo ricevitore generale di Normandia.

Si arricchì attraverso il commercio della corte ed è nobilitato, ma nel 1487 la sua casa è distrutta dal grande incendio di Bourges. Intraprende presto la costruzione dell'HOtel attuale, di cui non vedrà che le fondamenta: decede nel 1494.

I suoi due figli Jean ("il primogenito" ed "il giovane") porteranno il cantiere a buon esito nel 1514. Entrambi appartenevano all'ordine di Notre Dame de La Table Ronde, fondato nel 1492. Nel 1500, "Jean il primogenito" diventerà sindaco di BOurges e suo figlio gli succederà.

Nel 1510, "Jean il giovane" si intratterrà a Vierzon con Leonardo da Vinci ed un "ingegnoso di Milano" che potrebbe essere Benvenuto Cellini.

L'edificio in ogni caso resterà alal famiglia Lallemant sino al XVII secolo. Fu acquistato dalla città nel 1826. Nel 1951, divenne l'attuale museo delle arti decorative della città e fu restaurato nel 1995-96.

Per Fulcanelli, in Il Mistero delle Cattedrali, Jean Lallemant, cavaliere della Tavola Rotonda, fu anche un alchimista.

Seguiamolo nella sua visita all'Hotel: "Eccoci ora sul pavé della corte. Pochi passi ci portano all'entrata di una loggia ampiamente illuminata da un portico formato da tre finestre ad arco. È una grande sala, dal soffitto rigato da spessi travetti. Dei monoliti, steli e altri reperti antichi vi trovano posto e conferiscono l'aspetto di un museo archeologico locale. Per noi, l'interesse non risiede qui, ma nel muro di fondo in cui si trova murato un magnifico bassorilievo di pietra dipinta. Rappresenta san Cristoforo mentre pone il piccolo Gesù sulla culla rocciosa del leggendario torrente che egli gli ha appena fatto attraversare. In secondo piano, un eremita, la lanterna in mano, -perché la scena si svolge di notte,- esce dalla sua capanna e si dirige verso il Bambino-Re".

Ecco dunque il soggetto della tavola XXXI di Il Mistero delle Cattedrali, intitolata "la leggenda di san Cristoforo", e di cui possiamo apprezzare la finezza sia nel lavoro di Julien Champage e su una fotografia colorata dell'opera originale.

Lo scultore, secondo Fulcanelli, ha seguito anch'egli scrupolosamente la leggenda; ma ha fatto ancor meglio: "Sotto l'ispirazione del Sapiente ermetico che gli aveva commissionato l'opera, ha posto il gigante, i piedi in acqua, dotandolo di un indumento di stoffa leggera annodata sulla spalla e stretta da una larga cintura all'altezza dell'addome. È questa cintura che conferisce a san Cristoforo il suo vero carattere esoterico... La cintura di Offerus è costellata di linee incrociate simili a quelle che presenta la superficie del solvente quando è stato canonicamente preparato. Questo è il segno, che tutti i Filosofi riconoscono per segnare, esteriormente, la virtù, la perfezione, l'estrema purezza intrinseche della loro sostanza mercuriale".



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[Traduzione di Massimo Cardellini]

Post originale datato
sabato 25 marzo 2006

LINL al post originale:
Julien all'Hotel Lallemant

© JULIEN CHAMPAGNE

 

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  • : Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • : Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
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