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20 aprile 2013 6 20 /04 /aprile /2013 07:00

Champagne al padiglione egiziano

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Nel suo articolo intitolato: Les mystères de Paris et des hommes, della rivista "La Tourbe des Philosophes" (n. 8, 1979), "Julien Champagne", Jean Laplace, discepolo di Eugène Canseliet, afferma, a proposito dei Lesseps: "Al n° 11 dell'antica allée des Veuves, oggi avenue Montaigne, abitava Ferdinand de Lesseps, mentre al 26 risiedeva il rappresentante in Francia del bey di Tunisi, Jules de Lesseps. Madame Barbarin, che ringrazio, rammemorò per me alcuni ricordi di gioventù. Sapevo ciò che cercavo e la conferma non tardò, trovandosi in questa frase: 'Mi ricordo quando le porte cocchiere erano aperte per lasciar passare i cavalli, potevo vedere in fondo alla corte un padiglione egiziano'.

"Questo padiglione, dove dormiva spesso Julien Champagne, fu distrutto, e che io sappia non resta alcun documento, anche disegnato. Tutta la cortesia del Conte Roland, che ringrazio di nuovo, non mi permette di scoprire ciò che rappresentavano le decorazioni lussuose di questo padiglione.

La Belle Epoque! Siamo nella primavera del 1926. La temperatura è dolce e la sera arriva. Al portale del n°11 avenue Montaigne, Ferdinand de Lesseps prende congedo dalla baronessa Delagrange...".

Un avvenimento importante ha luogo durante il Secondo Impero: la creazione di un canale attraverso l'istmo di Suez, i cui lavori iniziano nel 1859. L'ideatore del progetto, Ferdinand de Lesseps crea allora la Compagnia universale del Canale di Suez. Il canale, ufficialmente aperto alla navigazione nel 1869, permette alla Francia di ottenere, per alcuni anni, una situazione preponderante in Egtto.

Lo spazio dedicato alle colonie dell'impero francese durante l'esposizione del 1867 è molto importante: ad esempio il Marocco, la Tunisia e l'Algeria sono presenti nelle aree centrali del palazzo dell'esposizione.

Per l'Egitto, una riproduzione del tempio di Philae è stato installato, con, all'interno, un museo che espone degli oggetti dell'antico Egitto direttamente importati da un museo egiziano. Vi si trovano anche delle riproduzioni di una casa egiziana e del palazzo del vicerè d'Egitto.

Di questa esposizione del 1867, Edouard Manet (1832-1883), come Julien Champagne deceduto da una cancrena alla gamba, sinistra nel suo caso, ha lasciato uno o più quadri, in cui il cavaliere, o cabalista occupa un posto centrale.

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Lasciamo, la parola finale a Jean Laplace: "Forse, per illustrare questo articolo, avrei dovuto andare a cercare là dove si trova, la copia disegnata dell'antica casa oggi abbattuta e sostituita dall'immobile in cemento armato di Rhône-Poulenc". Il che non manca di sale, quando si conosce l'importanza della casa Poulenc nella saga Champagne... Ma non l'ho fatto, e il palazzo privato conserva il suo anonimato perso negli anni 20 del XX secolo in cui si poteva ancora ammirare gli altorilievi allegorici che decoravano la sua facciata in gotico fiammeggiante. Pochi amici visitano la casa interamente, alta e vasta dietro la sua facciata antica. Occorre un permesso speciale raramente accordato".


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Citazione tratta da Voyages en kaléidoscope di Irène Hillel-Erlanger, naturalmente. Sul numero 286 della rivista "Atlantis", Eugène Canseliet commenterà così nel 1976 la sua sorprendente copertina: "Circoli in trasmissione, i principi si interattivano, essi sono il sale, il mercurio e lo zolfo, o il corpo, lo spirito e l'anima. Il motore segreto, potente, agente e paziente, è designato, non senza grande esitazione, con il termine KALI che quasi si impone all'immediata lettura, per come traspariva singolarmente, al centro, poi obliquamente, tra le lettere capitali tratteggiate in grigio che compongono il non meno strano titolo...

"Se si guarda bene, si constaterà, tuttavia, che non è una I che termina la seconda sillaba del sostantivo rivelato, sulla copertina del libro; è esattamente il tratto discendente verticale di una E la cui rimanenza è nascosta dalla stessa vocale maiuscola della preposizione EN.

"Il bizzarro arrangiamento fu voluto affinché si leggesse KALEN, che si capisse galena, e che l'attenzione fosse fortemente attratta sulla portata del vocabolo, allo stesso tempo segreta e notevole...

"Ma veniamo ora alla composizione maggiore di Van Dongen. I trigoni che possiamo vedere, in alto, a sinistra, posti sulla loro base, a destra, rovesciati sui loro vertici, designano, gli uni, il fuoco e lo zolfo, gli altri, l'acqua ed il mercurio; ciò nient'affatto in qualità di elementi e minerali ordinari, ma come fuoco, zolfo, acqua e mercurio dei saggi.

"Il disegno lineare lega strettamente questi simboli triangolari, affinché si capisca che lo zolfo ed il mercurio sono tripli a questo livello dell'alchimia, e che essi ricevano ognuno, durante la fase corrispondente, l'epiteto loro più adatto: volgare, comune oppure filosofico".


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Orbene... nella riedizione per La Tavola di Smeraldo di quest'opera, nel 1984, la sostanziale prefazione di André Coia-Gatié reca un passaggio sulla "riscoperta dell'Egitto, in conseguenza alla spedizione napoleonica del 1798": "Lo spazio ed il tempo ci mancano per evocare in dettaglio la grande figura di Ferdinand de Lesseps, che lasciò la sua impronta su tutto il XIX secolo".

E di consigliare discretamente, in nota, la lettura dei Souvenirs de quarante ans di Ferdinand (Nouvelle Revue, 1887).

Ma aggiunge anche: "Il famoso padiglione egiziano dell'abitazione dell'avenue Montaigne ha ospitato l'emiro Abd-el-Kader quando questi si recò a Parigi per l'Esposizione universale del 1867? Lo studioso sarà senz'altro rapito nel vedere l'immagine del piccolo edificio, che potrebbe avere il suo ruolo da svolgere nella chiarificazione del "mistero" Fulcanelli".

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E conclude in un modo che potrebbe sembrare sconcertante: "L'appassionato di Signora Natura non deve dedicare troppo tempo alla ricerca del patronimico abilmente dissimulato. La sola e vera "buona notizia" della sua vita è l'annuncio del suo personale incontro con Madame Grâce".

 

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[Traduzione di Massimo Cardellini]

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  • : Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • : Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
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