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14 agosto 2009 5 14 /08 /agosto /2009 21:50

 


JULIEN CHAMPAGNE E CIMIEZ











Nel suo L'Alchimia spiegata, Eugène Canseliet ricorda che si recò con Fulcanelli al convento francescano di Cimiez, sulle alture di Nizza, dove ammirarono insieme gli enigmatici affreschi di ispirazione ermetica.

Possiamo situare la gita dei due alchimisti negli anni 1910-1917? È l'anno che abbiamo in mente senza per questo poter disporre di riferimenti precisi.

Sia quel che sia, è curioso constatare che questa visita a Cimiez non appordò sull'inclusione da parte di Fulcanelli del prestigioso monastero, le cui superbe pitture della fine del XVII secolo sono oggi minacciate dall'umidità dei muri e dei cuori, compresi quelli dei locatari, vogliamo parlare qui dei monaci che continuano ad abitarlo, né nel suo I Misteri delle Cattedrali, né anche nelle sue Le Dimore Filosofali.

Canseliet, da parte sua, scartò Cimiez dai suoi Due luoghi alchemici e si accontentò, per l'essenziale, di darci nella sua edizione di Le Dodici Chiavi della Filosofia  di Basilio Valentino, un "trattato nel trattato", commentando, generalmente in note a pie' di pagina, una decina di questi emblemi.

Occorse dunque attendere il 1917 affinché uno dei suoi allievi, Sévérin Batfroi, dedicasse a Cimiez il suo Alchimiques Métamorphoses [Metamorfosi Alchemiche], apparso presso Guy Trédaniel. Quest'opera sembrò scontentare il suo maestro, per qualche ragione.

Ancora una volta, come spiegare queste reticenze successive? È quanto cercheremo di chiarire brevemente e ben inteso nel fare ciò cercheremo di legare a questo mistero, grande o piccolo, l'opera di Champagne.

In quest'ottica, mi concentrerò non sugli affreschi stessi, ma sulla croce serafica di Cimiez, più antica poiché risalente alla fine del XV secolo (1477, verosimilmente) e che, benché quasi unica in Europa, non è evocata né da Canseliet né da Batfroi.

Questa croce fu, sembra, scolpita per richiesta del frate francescano Louis Terrini. Inizialmente, questo calvario di marmo vegliava sul riposo dei frati francescani sotterrati nel cimitero del loro convento, sulla piazza San Francesco a Nizza intra-muros.

Durante l'Impero, questo cimitero scomparve, e, degradata dalla Rivoluzione, la croce fu messa in un luogo sicuro da un privato. Nel 1804, giunse a Cimiez. Vandalizzata nel 1979, trovò riparo nella chiesa del monastero e la sua copia attuale, un calco, può essere visionata sul posto, come si può vedere dalle nostre due fotografie.

Il calvario è composto di una croce a trifoglio posata su una colonna a tortiglione. La faccia sud della croce reca al centro un serafino (angelo) crocifisso, dai tratti cristici che ricorda la visione di San Francesco di Assisi sul monte dell''Averna.


Sul braccio destro, si nota una rappresentazione del santo. Sul braccio sinistro, un'immagine di San Luigi di Tolosa, santo francescano.

In cime, un pellicano che nutre i suoi tre piccoli, simbolo dell'amore-carità (su crede che il pellicano dia la propria vita pur di salvare i suoi figli, come il Cristo per salvare gli uomini).

La faccia nord della croce, le armi della famiglia Sardina, che contribuì, come i De May, al trasferimento ed all'edificazione della croce. Questa croce è stata oggetto di un articolo anonimo nel n° 29 della rivista di alchimia La Tourbe  des Philosophes.

Ma quale rapporto c'è con Julien Champagne, mi chiederete? Ascoltiamo un altro discepolo di Canseliet, Bernard Chauvière, autore di un Percorso alchemico ad uso operativo (Liber Mirabilis, Londra, 2000) in cui la croce serafica figura in copertina e di cui raccomando la lettura.

L'autore risponde, l'anno dell'apparizione del suo libro, alle domande di Alkaest, della Librairie di Merveilleux (http://alkest.club.fr/interview2.htm):

"A: Avete voi stesso illustrato  la vostra opera con delle superbe tavole nello stile di Julien Champagne, rappresentanti diversi soggetti ermetici; tra quelli che ho potuto vedere c'era la croce del monastero di Cimiez. Cosa vi ha spinto a commentare e disegnare i motivi di questo "luogo Magico" dopo Canseliet?

BC: Durante una visita a Savignies e mentre mostravo a Eugène Canseliet delle fotografie di un quadro alchemico, e mi ha confermato che lo era veramente, mi ha mostrato delle grandi fotografie della croce di Cimiez, datanti degli anni '20. Mi ha anche detto che Julien Champagne ne fece dei disegni e che questa croce era presente nel Finis Gloriae Mundi  di Fulcanelli".

Ritorneremo sul terzo libro, non edito, di Fulcanelli, ma nel frattempo dobbiamo dobbiamo porci la seguente domanda: cosa ne è stato dei disegni di Julien Champagne sulla Croce serafica di Cimiez?

Dopo una domanda, è bene pensare a rispondere, anche se domanda e risposta sembrano poco corrispondere.


Ecco dunque su Cimiez un documento inedito, di cui l'interesse mi sembra doppio. Da una parte, questo ex libris proviene da un documento che mi dà la certezza che durante il XVII secolo il monastero ha potuto custodire nella sua biblioteca alcune opere di alchimia e che da un'altra parte, mi sostiene nell'idea che Fulcanelli e Julien Champagne non hanno indubbiamente inaugurato la pratica delle firme in forma di blasone ermetico.




armescimiez.champagne.jpg





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[Traduzione di Massimo Cardellini]


Post originale datato domenica 26 febbraio 2006

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JULIEN CHAMPAGNE ET CIMIEZ


© JULIEN CHAMPAGNE

 

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  • : Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
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  • : Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
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