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27 marzo 2009 5 27 /03 /marzo /2009 10:02



SCHWALLER E CHAMPAGNE

 

 

 

 






Foto ritraente René Schwaller in compagnia della sua seconda sposa Jeanne Germain (pseudonimo Isha), scattata nel 1927, anno del loro matrimonio.

 

 

 

 

 

Chimico di formazione, Schwaller fu anche allievo del pittore Henri Matisse (1869-1954). Nel 1919, il suo amico il poeta lituano Oscar Vladislas de Lubicz Milosz (1877-1939) gli permette di utilizzare il suo nome da cui il suo patronimico definitivo: Schwaller de Lubicz.

 

Le sue opere principali sono state pubblicate dopo il secondo conflitto mondiale e riguardano soprattutto la simbologia: Du symbole et de la symbolique, [Tr. It.: Simbolo e simbologia, Arkeios, 1997], 1951; e la spiritualità egiziana: Le temple de l'homme, [Tr. It.: Il tempio dell’uomo, Edizioni Mediterranee, 2 voll., 2000], 1958, Le miracle égyptien, [La scienza sacra dei faraoni, Edizioni Mediterranee, Roma, 1994], 1963.

 

Nel 1913, Julien Champagne fece la conoscenza di René Schwaller, probabilmente alla società teosofica a cui Schwaller aveva aderito da poco e che abbandonerà, ci dice Erik Sablé nel libro che gli ha dedicato (Dervy, 2003), nel 1916.

 

Questo incontro, che ebbe forse come cornice la Closerie des Lilas, segnò l’inizio di una amicizia che egli non smentì praticamente mai, anche se Schwaller avrebbe dichiarato parlando forse di Champagne: Fulcanelli “mi ha frequentato per le mie idee”.

 

Champagne si presentava in effetti presso i Schwaller come Fulcanelli. Dedicò Il mistero delle cattedrali (1926) a René Schwaller.

 

La corrispondenza di Schwaller a Champagne, destinata s “Hubert”, il nome usuale di Champagne in seno della sua famiglia, passava attraverso il cognato di Champagne, Gaston Devaux.

 

Secondo Evelyne Segaud (Perché Julien Champagne era veramente Fulcanelli, 2001), Champagne ha frequentato il gruppo iniziatico di Schwaller, i Veglianti 1920-1921 circa.

 

Nel 1927, Schwaller pubblicò Adam, l'homme rouge [Adam, l’Uomo rosso, Edizioni Mediterranee, Roma, 2006], a volte considerato come un libro di alchimia. Questo libro dedicato a Jeanne Lamy (Isha) fu in effetti scritto nel 1926 e divenne una delle opere di riferimento dei membri del Grand Lunaire [Gran Lunario], gruppo a cui è appartenuto Julien Champagne.


 


Nel 1929, Champagne si recò all’invito di Schwaller nella sua residenza Lou Mas de Coucagno, al Plan de Grasse (Alpi marittime). I due uomini vi avrebbero discusso e praticato l’alchimia nel laboratorio che vi aveva installato Schwaller.

 

 

Nel 1930, durante un secondo soggiorno del suo amico, Schwaller eseguì un ritratto di Champagne. Durante questo soggiorno, secondo Geneviève Dubois (Fulcanelli, Edizioni Mediterranee, Roma, 1996), si pose di nuovo il problema della riproduzione, ritenuta impossibile ai nostri giorni, dei blu e dei rossi delle vetrate della cattedrale di Chartres, che Champagne e Schwaller ricercavano da anni.

 

Schwaller, alla morte di Champagne, volle pagare le spese dei funerali del suo amico, cosa che la sorella di quest’ultimo rifiutò accordandogli però, il favore di far posare una targa commemorativa sulla sua tomba.


 

 

Il Mas de Coucagna, nella regione di Grasse in cui abitano AOR e ISHa al loro ritorno dall’Egitto.

 

 

 

  

ARCHER

 

 

  

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 

 

Post originale datato giovedì 2 febbraio 2006

© JULIEN CHAMPAGNE

 

 

 

 



Tra le relazioni intime di Julien Champagne figura l’egittologo non ortodosso ed esoterista René Schwaller (1887-1961), egualmente conosciuto con lo pseudonimo di Aor.

 

  

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  • : Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • Jean Julien Champagne ed il suo ambiente socio-culturale
  • : Divulgazione degli aspetti della vita, degli ambienti conosciuti, delle personalità frequentate e dell'arte di Jean Julien Champagne, uno dei membri dell'ambiente in cui operò Fulcanelli, il più celebre alchimista del XX secolo.
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